Djokovic ha sorriso davanti all'accostamento: "Sarebbe bello giocare 90 minuti come lui", prima di guardare subito al prossimo impegno: "Ora ho un giorno in più di riposo ed è una buona cosa"
Semplicemente eterno. A 39 anni Novak Djokovic continua a riscrivere la storia del tennis. Il fuoriclasse serbo ha conquistato la semifinale di Wimbledon al termine di una maratona di oltre cinque ore contro Felix Auger-Aliassime. Ad attenderlo ora ci sarà Jannik Sinner, in un confronto che promette spettacolo.
In conferenza stampa è arrivato anche un curioso paragone con Lionel Messi, altro campione capace di incantare il mondo dello sport a 39 anni. Djokovic ha sorriso davanti all’accostamento: “Sarebbe bello giocare 90 minuti come lui”, prima di guardare subito al prossimo impegno: “Ora ho un giorno in più di riposo ed è una buona cosa”.
Il serbo ha poi analizzato il successo conquistato contro Auger-Aliassime: “È emozionante far parte di una partita così epica che è durata più di cinque ore. Sinceramente, è stato uno dei migliori incontri a cui ho partecipato a Wimbledon. Non ricordo di aver giocato un altro così lungo qui. Forse la finale contro Roger nel 2019 si avvicina per durata. È stata una partita estremamente equilibrata. Chiunque avrebbe potuto vincere. Félix ha giocato a un livello altissimo. È calato solo leggermente nel super tie-break e lì ho sfruttato tutte le opportunità che ho avuto. Ho resistito, ho scelto i colpi giusti e questo è stato sufficiente. Il pubblico è stato totalmente coinvolto, specialmente nell’ultima mezz’ora, e ha compreso quanto fosse speciale il momento, anche quando ha capito che si stava avvicinando il limite dell’orario. Sono molto orgoglioso di essere uscito vincitore”.
Djokovic si è poi soffermato sulla capacità di restare competitivo ai massimi livelli nonostante l’età: “A quest’età continuare a essere in grado di lottare con giocatori che sono 15 anni più giovani di me e batterli in partite così combattute è una bella sorpresa. Allo stesso tempo ho sempre le aspettative più alte su me stesso. Sono molto autocritico e molto esigente, anche se cerco anche di godermi momenti come questo”.
Una vittoria che il campione serbo considera tra le più significative della sua carriera: “Non so cosa riserverà il domani. Sono ancora nel torneo e voglio fare, almeno, un passo in più. Questa partita è stata come una finale per me. Ho dato assolutamente tutto. Penso che sia stata un’esperienza entusiasmante per noi come giocatori, per il pubblico e anche per tutti quelli che lo hanno visto in televisione. Sono felice di far parte di un’altra partita storica”.
Infine lo sguardo è già rivolto alla semifinale contro Sinner, che Djokovic aveva già sconfitto allo stesso punto del tabellone agli Australian Open: “Ora è diverso dall’Australia. Lì sono arrivato molto più fresco dopo diversi mesi di preparazione e la partita lunga è stata proprio in semifinale. Qui è stata nei quarti e ora devo affrontare Sinner in semifinale. Oggi comunque è stata un’altra grande prestazione per me in uno Slam. Questo è ciò che conta di più. Continuo a provare a dimostrare a me stesso e agli altri che sono in grado di competere con i migliori giocatori del mondo e batterli negli scenari più importanti. L’ho fatto in Australia e l’ho rifatto qui. Spero di poterlo fare ancora per un paio di partite a Londra”.