Matteo Berrettini minacciato di morte: non è un caso isolato

Articolo di Flavio Brambilla

A Flushing Meadows il tennista romano ha raccontato un episodio molto grave avvenuto alcuni mesi prima.

Il tennis moderno deve confrontarsi sempre più spesso con gli effetti collaterali relativi al mondo delle scommesse. A richiamare l’attenzione sul problema è stato Matteo Berrettini dopo la vittoria al primo turno degli US Open contro Stan Wawrinka, battuto con il punteggio di 7-6(4), 7-6(3), 6-0. Al termine dell’incontro, il tennista romano ha raccontato un episodio molto grave avvenuto alcuni mesi prima. Durante il Roland Garros, suo fratello aveva ricevuto sul telefono minacce di morte indirizzate alla famiglia, con messaggi che pretendevano addirittura che Berrettini perdesse volontariamente le partite.

Il giocatore ha spiegato di aver segnalato tutto all’ATP, fornendo anche i numeri dai quali provenivano le intimidazioni. Secondo Berrettini, atleti adulti ed esperti possono essere maggiormente preparati ad affrontare situazioni di questo tipo, mentre per i tennisti più giovani simili minacce possono avere conseguenze psicologiche molto pesanti. Per questo ritiene necessario creare strumenti più efficaci per tutelare i giocatori.

Il caso di Berrettini, però, non rappresenta un episodio isolato. Anche altri tennisti sono stati vittime di intimidazioni simili. Tra i casi più preoccupanti c’è quello di Lucrezia Stefanini, che durante le qualificazioni di Indian Wells dello scorso marzo aveva ricevuto su WhatsApp la fotografia di una pistola insieme ai dati personali e all’indirizzo dei suoi genitori.

La tennista italiana aveva successivamente raccontato pubblicamente l’accaduto attraverso un video su Instagram, spiegando di essere stata minacciata di morte nel caso in cui non avesse perso il proprio incontro. L’aspetto che l’aveva maggiormente spaventata era il fatto che gli autori delle minacce conoscessero anche il luogo in cui vivevano i suoi genitori.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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