Proprio in occasione degli Internazionali d'Italia tornano d'attualità le parole della tuffatrice azzurra
Bagno di folla di Jannik Sinner a Roma. Il tennista azzurro, definito “italiano ma non troppo” poche settimane fa da Mauro Mazza, ha invece fatto il piano di applausi, ovazioni, autografi e selfie da parte dei tifosi presenti al Foto Italico, che hanno osannato il loro eroe.
Proprio in occasione degli Internazionali d’Italia tornano d’attualità le parole della tuffatrice azzurra Tania Cagnotto, che in una intervista di un anno fa a La Stampa aveva tessuto le lodi al numero uno del mondo: “Jannik è un amico di famiglia: un ragazzo semplice, non ti fa pesare nulla. La sua testa lo rende speciale, come amministra le sue risorse”.
Sulla “freddezza” dell’Azzurro: “Le sue preoccupazioni le converte nella ricerca di una soluzione: siamo altoatesini, educati a essere ligi al lavoro, la freddezza ci viene insegnata come valore aggiunto. Lui ci tiene tantissimo a proteggere quel che resta del suo privato, rischi grosso se ti circondi di persone sbagliate”.
“Io non ho mai vissuto la realtà di Sinner, eppure nel mio piccolissimo mi sono ancorata alle radici, agli amici di Bolzano”.
Sinner in conferenza stampa a Roma ha voluto respingere con calma ma altrettanta decisione l’etichetta di giocatore “robotico” che talvolta gli viene cucita addosso. “Certo che mi diverto – ha detto, sorridendo -, ma sto anche facendo di tutto per diventare il miglior tennista possibile per me stesso. I sacrifici sono tanti, ogni giorno scelgo di essere un po’ più forte del precedente: è sempre stata questa la mia mentalità, il modo in cui ho impostato la mia vita”.
“Poi è chiaro che ci sono momenti in cui mi prendo il mio spazio e faccio ciò che mi piace, perché alla fine si vive una volta sola: ho 24 anni ed è giusto anche divertirmi”. E sui giorni precedenti all’allenamento ha aggiunto: “Magari lo mostro un po’ meno, ma voi non sapete davvero come sono fuori dal campo. In questi due giorni ho giocato a golf e a calcio, questo è il mio divertimento. L’obiettivo principale, comunque, era riposare”.