Jannik Sinner, scelta precisa dopo le polemiche. E Laila Hasanovic gli resta sempre accanto

Articolo di Nicola Lama

Il rinnovato equilibrio del fuoriclasse passa anche dalla reazione alle critiche per il forfait di Montreal e dal ruolo della fidanzata.

Nonostante il dibattito scatenato fra appassionati e addetti ai lavori dopo la rinuncia di Jannik Sinner al Masters 1000 di Montreal per prendersi tempo, recuperare energie e presentarsi agli Us Open nelle condizioni migliori, l’altoatesino ha deciso di estraniarsi dalla discussione, preferendo la via del silenzio già percorsa dopo quanto accaduto al Roland Garros, in preparazione di quello che poi sarebbe stato il suo trionfo-bis a Wimbledon.

Il contesto attorno a lui resta fondamentale. Darren Cahill, che ha avuto un enorme impatto sulla crescita di Sinner, lo ha detto chiaramente qualche settimana fa: “Jannik non è più il ragazzino che pensa solo al tennis che ho incontrato nel luglio 2022: è cresciuto, è diventato un uomo, ha una fidanzata, altri interessi”. Quel riferimento a Laila Hasanovic non è casuale: da quando la modella danese è entrata nella sua vita, Sinner ha trovato un equilibrio nuovo che lo aiuta anche lontano dai campi di gioco.

Non c’è stata alcuna rivoluzione plateale, fedele al carattere riservato dell’azzurro, ma i segnali sono evidenti. Dopo Wimbledon, Jannik e Laila sono stati fotografati in Sardegna, lontani dai riflettori, immersi in una normalità che fino a qualche anno fa sembrava impossibile per un ragazzo che viveva esclusivamente tra allenamenti, partite e ricerca della perfezione.

La rinuncia a Montreal è stata il punto di svolta. Sinner avrebbe potuto presentarsi subito in campo, inseguire l’en plein stagionale nei Masters 1000 e continuare a macinare record. Invece ha scelto il silenzio, il riposo e la cura di sé. Una scelta che ha attirato critiche, soprattutto da chi vede il tennis solo come una corsa ai numeri, ma che è stata approvata da molti tecnici e preparatori, convinti che il confine tra massimizzare i risultati e chiedere troppo al proprio corpo sia diventato sottilissimo.

Il ricordo del crollo fisico accusato a Parigi, dopo mesi giocati senza tregua, è ancora vivo. E lo staff ha imparato la lezione: non conta giocare tutto, conta arrivare nei momenti decisivi con la mente lucida e il fisico integro. Saltare Montreal significa rinunciare a un’opportunità, certo, ma serve anche a proteggere la stagione e, guardando al lungo periodo, la carriera.

Oggi Sinner è un atleta diverso. Meno ossessionato dall’immediato, più concentrato sulla costruzione di un percorso destinato a durare. E questo cambiamento passa anche dalla vita privata. Chi lo conosce racconta un ragazzo identico nei valori, ma diverso nella gestione del tempo: se prima ogni giornata era scandita solo da tennis, oggi c’è spazio per una vacanza, una cena con gli amici, qualche giorno dedicato agli affetti. Senza sensi di colpa.

La relazione con Laila continua a essere vissuta con estrema discrezione. Nessuna esposizione social, poche apparizioni pubbliche, la volontà di proteggere un rapporto che sembra aver regalato a Jannik una serenità nuova. Una serenità che si riflette inevitabilmente anche sul campo.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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