Jannik Sinner, le parole di Carlos Alcaraz fanno ancora rumore: gli appassionati si dividono

Articolo di Francesco Lucivero

C'è chi ha visto, nelle parole del murciano dopo il passaggio al terzo turno, un tentativo di fare pretattica e non un'ammissione reale.

Dopo le rispettive vittorie ottenute martedì contro Ugo Humbert e Sebastian Baez, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si godono a Monte Carlo una giornata di relativo riposo con un occhio alle gare di mercoledì, che definiranno il tabellone degli ottavi del Masters 1000 nel Principato. A tenere banco, più dei risultati in campo, sono però ancora le parole di Carlos Alcaraz, che nonostante la vittoria-lampo su Baez ha scosso appassionati e addetti ai lavori preannunciando il sorpasso di Jannik Sinner al numero 1 della classifica ATP.

“Non so se il sorpasso arriverà in questo torneo o nel prossimo – ha dichiarato, schiettamente, Alcaraz nella conferenza stampa postpartita -. Ho molti punti da difendere e sarà difficile confermarli tutti. Anche se ci riuscissi, Jannik ne guadagnerebbe comunque qualcuno. Il primo posto, però, non è qualcosa che mi preoccupa”. Le parole sono sembrate sincere ma diversi tifosi hanno le hanno interpretate come un tentativo di mettere pressione all’amico-rivale, togliendola al contempo dalle proprie spalle.

Il quadro, del resto, è chiaro: sulla terra rossa Alcaraz dovrà difendere 4.330 punti (Monte Carlo, Barcellona, Roma e Roland Garros), mentre Sinner appena 1.650. È un divario che apre scenari concreti già nel torneo del Principato che ha appena preso il via: l’Azzurro diventerebbe numero uno vincendo il torneo, raggiungendo la finale senza lo spagnolo all’ultimo atto oppure arrivando in semifinale se Alcaraz dovesse uscire agli ottavi.

E qui entra in gioco l’ormai consueta polarizzazione social. Da una parte i sostenitori di Sinner, convinti che il sorpasso sia solo questione di tempo e che il fuoriclasse di Sesto Pusteria sia superiore al rivale a livello di continuità, dall’altra i fan di Alcaraz, che leggono le sue parole come un gesto di onestà e maturità, non come pretattica. In mezzo, un dibattito che si infiamma a ogni match, con gli appassionati che non vedono l’ora di assistere a uno scontro diretto fra i due.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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