Jannik Sinner, il dottore fa chiarezza sulle condizioni del ginocchio

Articolo di Andrea Gussoni

"Spesso, quando gestiamo questi atleti, nell'immaginario popolare vengano considerati infallibili. Sono i campioni"

Per fare chiarezza sulle condizioni di Jannik Sinner, Fanpage ha raccolto il parere del dottor Giovanni Di Giacomo, specialista di fama internazionale e per oltre trent’anni medico di riferimento degli Internazionali BNL d’Italia e delle ATP Finals. “Jannik è seguito da un’équipe eccezionale di medici, io li conosco personalmente. Visti anche i risultati che ha avuto il ragazzo in poco tempo, in pochi anni, si vede che è stato sempre molto ben gestito dal punto di vista medico. Quindi sono sicuro che le decisioni che prendono siano le più opportune. È chiaro che, purtroppo, delle volte la decisione non è per la cosa migliore, ma per il minor danno. Spesso, quando gestiamo questi atleti, nell’immaginario popolare vengano considerati infallibili. Sono i campioni. E quando l’atleta passa appunto da atleta a campione, nell’immaginario collettivo si pensa che questo non sia umano. E invece è proprio lì l’errore”.

Secondo Di Giacomo, quindi, non deve sorprendere che anche i migliori giocatori al mondo possano andare incontro a problemi fisici e periodi di stop. “Sono ragazzi umanissimi, che hanno i legamenti, hanno i tendini, hanno le cartilagini, hanno le sofferenze da sovraccarico funzionale, hanno le loro caratteristiche genetiche. Per cui, nonostante siano dei campioni, ognuno può essere penalizzato per una serie di motivazioni. Quindi, se i colleghi hanno ritenuto opportuno rallentare il sovraccarico al ginocchio, vuol dire che ha una sindrome da sovraccarico, come hanno avuto in passato anche tantissimi altri atleti. E il riposo, al di fuori delle onde d’urto, della fisioterapia e dei medicinali, rappresenta sempre il trattamento migliore”.

La rinuncia a Cincinnati, dunque, può essere letta anche in funzione degli appuntamenti successivi, a partire dagli US Open. “Ecco, bisogna sempre fare i conti. A volte loro decidono magari di non rischiare Cincinnati per presentarsi meglio agli US Open e quindi lì ci sono poi dei giochi di classifica, tutta una serie di valutazioni dal punto di vista tecnico che fa la squadra, per capire dove conviene non rischiare. Quindi io presumo che loro abbiano preferito non rischiare Cincinnati, per presentarsi poi nelle migliori condizioni in America, dove sono abbastanza sicuro che andrà”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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