"Abbiamo una percentuale di vittorie non buona quando lo indossano"
Jannik Sinner ha svelato un curioso retroscena che riguarda il suo box durante Wimbledon. Al termine della conferenza stampa successiva al successo nei quarti di finale contro Jan-Lennard Struff, al numero uno del mondo è stata posta un’ultima domanda non sul tennis giocato, ma sull’abbigliamento coordinato del suo staff. Il 24enne altoatesino ha spiegato di non avere alcun ruolo nella scelta dei colori indossati dai componenti del suo team, lasciando piena libertà ai suoi collaboratori. Esiste però un’unica eccezione: i cappellini bianchi sono banditi.
“L’unico colore che non mi piace è il cappellino bianco, per un motivo ben preciso: abbiamo una percentuale di vittorie non buona quando lo indossano”, ha raccontato sorridendo, lasciando emergere un lato decisamente scaramantico del suo carattere. Una convinzione nata, come ha lasciato intendere, dall’osservazione dei risultati ottenuti quando il suo staff sfoggiava quel particolare accessorio. Nel box di Sinner, dove siedono abitualmente i coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi, il preparatore atletico Marco Panichi Ferrara e il fisioterapista Ulises Badio Resnicoff (a seconda della composizione dello staff presente), la regola è ormai nota: via libera a qualsiasi colore, purché non sia il bianco per i cappellini.
La rivelazione si aggiunge ad altri piccoli rituali che accompagnano Sinner dentro e fuori dal campo. L’azzurro entra sempre sul terreno di gioco con il piede destro, evita di calpestare le linee con il sinistro e segue una routine precisa al servizio, facendo rimbalzare la pallina sette volte prima della prima e cinque prima della seconda. Anche prima dell’inizio di ogni partita non rinuncia ad alcune abitudini consolidate. Tra queste, il passaggio in bagno prima di scendere in campo, un gesto che considera parte integrante della preparazione mentale. E quando conclude una settimana particolarmente positiva o conquista un torneo, si concede sempre lo stesso premio: hamburger con patatine, Coca-Cola e un dolce, tra tiramisù e gelato.