La diagnosi fu uno strappo parziale del muscolo grande pettorale destro, un infortunio raro nel tennis ma estremamente delicato
A quasi un anno dal grave infortunio che lo costrinse al ritiro negli ottavi di finale di Wimbledon contro Jannik Sinner, Grigor Dimitrov è tornato a parlare di quel momento che ha segnato profondamente la sua carriera. Il tennista bulgaro, ex numero 3 del mondo, ha ripercorso l’episodio durante una conversazione con Stefanos Tsitsipas e Patrick Mouratoglou a margine di una tappa del circuito UTS, definendolo senza esitazioni “un’esperienza extracorporea”.
“Eravamo sul 2-1 nel terzo set e stavo tirando dei servizi pazzeschi. Non stavo forzando niente, tutto fluiva alla grande, era tutto perfetto. Mi dicevo: ‘Oggi mi sto divertendo un sacco. Tutto funziona, tutto va alla perfezione, è bellissimo’. Sono andato a servire e nel momento esatto in cui ho colpito la palla ho sentito lo stesso rumore di quando si erano strappati i pantaloncini. Ma non erano i pantaloncini…”.
Il bulgaro ha raccontato di aver inizialmente cercato di ignorare il problema: “Sono andato a rete per colpire una volée, però il mio braccio era giù e l’ho tirata un po’ come veniva. Poi all’improvviso ho iniziato a sentirmi molto stordito, ho avvertito un dolore fortissimo, come un flusso di sangue. Ho pensato: ‘Oddio, cos’è successo?’. Non capivo. Mi sono detto: ‘Tranquillo, stai bene'”. Dimitrov ha spiegato di aver provato un ultimo servizio per capire se potesse continuare: “Ho deciso di servire un’altra volta per testare se andava tutto bene. Ma ho sentito di nuovo quel rumore, tipo un ‘pop’. Ho servito largo e non so nemmeno come ho fatto ace”.
Quell’ace gli permise di raggiungere il 2-2 nel terzo set, ma di fatto la partita era già finita. Le sensazioni avvertite subito dopo furono inquietanti: “Nel momento in cui ho finito il movimento del servizio, ho avuto la sensazione che il mio braccio fosse dall’altra parte del campo. Era come morto. Poi, siccome era più o meno al centro del petto, ho pensato che ci fosse qualcosa al cuore, mi sono seduto sperando che passasse”.
Le immagini televisive mostrarono il bulgaro seduto sull’erba mentre Sinner attraversava la rete per sincerarsi delle sue condizioni. Negli spogliatoi arrivò la conferma della gravità dell’infortunio: “Quando sono uscito dal campo e sono andato dai fisioterapisti, mi hanno tolto la maglietta e si vedeva il muscolo che si era spostato da qui a qui, si muoveva sotto la pelle, tipo che ballava. Loro mi hanno guardato e hanno detto: ‘Non credo tu possa continuare a giocare’. E io: ‘Sì, lo immaginavo’. Non riuscivo nemmeno a sollevare il braccio…”. La diagnosi fu uno strappo parziale del muscolo grande pettorale destro, un infortunio raro nel tennis ma estremamente delicato. Dimitrov evitò l’intervento chirurgico, seguendo un lungo percorso di riabilitazione conservativa.