Jannik Sinner, frecciate e critiche dalla Spagna: “Non è quello di prima”

Articolo di Andrea Gussoni

Jannik Sinner è approdato al terzo turno di Wimbledon 2026, ma le sue prime uscite sull'erba londinese hanno lasciato più di qualche interrogativo

Jannik Sinner è approdato al terzo turno di Wimbledon 2026, ma le sue prime uscite sull’erba londinese hanno lasciato più di qualche interrogativo. Il numero uno del mondo ha dovuto faticare ben oltre le aspettative sia all’esordio contro il serbo Miomir Kecmanovic, che lo ha trascinato fino al quinto set dopo essere stato avanti due set a uno, sia nel secondo turno contro il portoghese Nuno Borges, capace di contendergli tre parziali molto equilibrati. Ora l’altoatesino è atteso dalla sfida dei sedicesimi di finale contro lo statunitense Jenson Brooksby.

Dalla Spagna, intanto, arrivano alcune riflessioni sul rendimento mostrato dal numero uno del ranking. Sul portale Punto de Break, il giornalista Pedro de Pablos ha analizzato le prime due partite disputate dall’azzurro. “Due partite a Wimbledon mi sono bastate per affermare senza timore che il Sinner che vediamo oggi non è lo stesso giocatore di prima del Roland Garros. La mia opinione va ben oltre i semplici risultati – o il fatto che Kecmanovic lo abbia costretto al quinto set all’esordio – e si concentra interamente sul suo gioco e sul livello di fiducia che possedeva prima dei ben noti problemi fisici accusati a Parigi”.

“Innanzitutto, voglio chiarire un aspetto: Sinner resta il favorito numero uno per la vittoria a Wimbledon. Di fatto è probabile che alzi il proprio livello man mano che avanza nel torneo, il che è del tutto naturale trattandosi del suo primo appuntamento della stagione sull’erba. Le due cose non si escludono a vicenda. Ciononostante, il giocatore sceso in campo sul Centre Court di Wimbledon negli ultimi giorni appare molto più vulnerabile rispetto a quel rullo compressore che, fino ad oggi, ha vinto tutti i Masters 1000 della stagione infrangendo ogni record”.

“Né Borges né Kecmanovic sono i giocatori che dovrebbero creare così tanti problemi a Jannik, eppure lo hanno fatto; tutto nasce dai dubbi dello stesso tennista italiano. Sono gli stessi dubbi che lo tormentarono dopo la sconfitta agli Australian Open e che portarono al ko contro Jakub Mensik a Doha. All’epoca finì nel mirino delle critiche ma Sinner rispose vincendo a Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid e Roma. Sinner è una roccia dal punto di vista mentale, ma perdere l’occasione di completare il Career Grand Slam al Roland Garros a causa di problemi fisici deve essere davvero dura da digerire”.

“La realtà è che, in questo momento – e soprattutto con Carlos Alcaraz fuori dai giochi – il più grande rivale di Sinner è sé stesso. O meglio, il suo fisico. Gli esami medici a Milano, il gilet refrigerante usato in allenamento, la possibile ondata di caldo a Wimbledon la prossima settimana… tutto desta preoccupazione in Jannik in questo momento. Gli altri hanno capito che, nella giornata giusta, lui può essere battuto, cosa che non accadeva fino a pochi mesi fa”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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