Jannik Sinner e Aryna Sabalenka: strade diverse, destini comuni. E a Wimbledon…

Articolo di Nicola Lama

I due numeri uno del mondo hanno vissuto settimane complesse, dalle quali stanno provando a uscire in modi differenti.

Il Roland Garros 2026 ha lasciato cicatrici profonde nell’animo dei due numeri uno del tennis mondiale, Jannik Sinner e Aryna Sabalenka. Due percorsi diversi, due crolli inattesi, con un punto di contatto importante: la voglia di ripartire da Wimbledon, luogo in cui entrambi cercano una rivincita mentale, più che tecnica.

L’azzurro aveva salutato Parigi nel modo più inatteso, perdendo al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo una partita che sembrava già indirizzata, prima del malore che lo aveva costretto a fermarsi. Un episodio che ha riportato alla luce un tema ricorrente nella sua carriera: la gestione dei segnali fisici e dei cali improvvisi.

Dopo l’eliminazione, Sinner ha avviato una serie di test medici approfonditi per individuare cause e prevenzione di nuovi episodi simili. L’obiettivo è chiaro: arrivare a Wimbledon nelle migliori condizioni possibili. E non potrebbe essere altrimenti, visto che Sinner si presenta da campione in carica.

La parabola di Sabalenka, per quel che riguarda le ultime settimane, è stata diversa ma altrettanto pesante. La bielorussa è stata eliminata ai quarti da Diana Shnaider, perdendo il terzo set 6-0 e confessando, a fine match, di aver avuto un pensiero istintivo e drammatico: ritirarsi immediatamente dal tennis.

Un segnale d’allarme che l’ha portata a intraprendere un percorso di terapia psicologica, come lei stessa ha spiegato a margine del torneo di Berlino, per affrontare le difficoltà di tenuta mentale che l’hanno accompagnata negli ultimi mesi. Sabalenka non ha mai vinto Wimbledon, ma ha raggiunto la semifinale tre volte: il torneo londinese rappresenta per lei un’occasione di riscatto.

Sinner e Sabalenka arrivano dunque al terzo torneo del Grande Slam dell’anno con ferite diverse ma un obiettivo comune: voltare pagina. Jannik vuole confermare il titolo e dimostrare che il malore di Parigi è stato un incidente isolato, Aryna chiede a se stessa continuità e fiducia, in un torneo in cui vuole tornare a fare la differenza. Due strade che non si incrociano, ma che raccontano la stessa storia: quella di due campioni che, dopo essere caduti, puntano a rialzarsi nel luogo più iconico del tennis.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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