Jannik Sinner, brutte notizie da Torino: Cincinnati si allontana

Articolo di Andrea Gussoni

Una tabella di marcia che inevitabilmente mette in discussione la partecipazione al Masters 1000 di Cincinnati.

Ancora cinque, forse sei giorni a Torino. Jannik Sinner proseguirà il lavoro al J Medical per completare il percorso di recupero e smaltire l’infiammazione al ginocchio sinistro che lo ha costretto a rallentare la preparazione in vista della stagione sul cemento americano. Anche oggi il numero 1 del mondo è atteso nella struttura torinese per una nuova seduta di onde d’urto, inserita nel programma di fisioterapia prescritto a Milano e destinato a proseguire nei prossimi giorni.

Una tabella di marcia che inevitabilmente mette in discussione la partecipazione al Masters 1000 di Cincinnati. L’appuntamento in Ohio, secondo i programmi dello staff confermati fino a pochi giorni fa, avrebbe dovuto segnare il ritorno in campo di Sinner dopo il trionfo a Wimbledon. Non c’è ancora un’esclusione ufficiale e un margine di possibilità resta, ma l’indicazione che arriva dal piano di trattamento appare piuttosto chiara: difficilmente Jannik lascerà il J Medical per volare a Cincinnati senza avere la certezza di essere pronto a competere.

La rinuncia al Masters 1000 potrebbe essere soprattutto una scelta strategica, più che una necessità strettamente clinica. Sinner avrebbe infatti l’opportunità di completare senza fretta il recupero e, soprattutto, di arrivare negli Stati Uniti nelle condizioni migliori per affrontare lo US Open. Ora la priorità è la stessa: non forzare i tempi. La prudenza, soprattutto in questa fase della stagione, può diventare la scelta più conveniente. Dopo il successo a Wimbledon, Cincinnati era stato individuato come il torneo ideale per riprendere confidenza con il cemento e ritrovare rapidamente il ritmo partita in vista dello US Open. Saltare il Masters 1000 dell’Ohio avrebbe però un vantaggio evidente: permetterebbe a Sinner di guadagnare giorni preziosi per completare il recupero senza aggiungere stress al ginocchio.

Il problema non sembra essere legato a un danno strutturale, ma a un’infiammazione che richiede comunque attenzione e tempi adeguati. Per questo, allo stato attuale, l’ipotesi più probabile è che Sinner possa partire per gli Stati Uniti senza Cincinnati nel programma e raggiungere direttamente New York. A Flushing Meadows avrebbe così diversi giorni per tornare a spingere sul cemento, ritrovare progressivamente le sensazioni sulla superficie e adattarsi alle condizioni ambientali, con caldo e umidità che possono rappresentare un ulteriore fattore di stress.

Naturalmente, saltare Cincinnati avrebbe anche un prezzo. Sinner arriverebbe allo US Open senza aver disputato una partita ufficiale dopo Wimbledon e quindi con meno rodaggio rispetto a quanto inizialmente previsto. Ma in questo momento il bilancio sembra pendere dalla parte della prudenza. Le prossime giornate al J Medical saranno decisive per capire quando il numero 1 del mondo potrà tornare ad allenarsi a pieno regime. Cincinnati, in questo scenario, può diventare sacrificabile. Lo US Open resta invece l’obiettivo che orienta ogni scelta. Meglio qualche giorno in più a Torino, tra fisioterapia e lavoro specifico, che qualche giorno in meno per completare il recupero. Per Sinner, in questa fase, la priorità è arrivare a New York nelle condizioni migliori possibili.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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