Jannik Sinner: arriva la replica agli scettici su Madrid

Articolo di Martino Davidi

Coach Vagnozzi ha risposto ai tifosi rimasti sorpresi dalla scelta dell'Azzurro

La partecipazione di Jannik Sinner al torneo Masters 1000 di Madrid è stata oggetto di dibattito anche tra i tifosi dell’Azzurro, preoccupati per la tenuta fisica del numero uno del mondo che in poco più di un mese dovrà affrontare anche gli Internazionali di Roma e il Roland Garros.

Il coach di Sinner Simone Vagnozzi alla Gazzetta dello Sport ha spiegato le motivazioni dietro alla scelta del tennista altoatesino: “Jannik già durante Montecarlo è sempre stato meglio col passare del tempo. Se non fossimo venuti a Madrid sarebbe passato troppo tempo tra quel torneo e Roma. Lui sta bene, non c’è da preoccuparsi. Non c’è miglior allenamento della partita”.

Vagnozzi non è preoccupato per un possibile calo di energie: “Quando un giocatore vince e gioca bene spreca meno energie. Puoi allenarti tre mesi benissimo, ma se arrivi alla prima partita senza ritmo, sprechi più benzina di uno che è in fiducia. Bisogna trovare equilibrio, essere flessibili, adattarsi. Vediamo quando finirà qui il torneo e in base a quello programmeremo gli allenamenti. Abbiamo fatto questa scelta perché crediamo sia la migliore per tutta la stagione sulla terra”.

Vagnozzi ha anche parlato delle dinamiche interne al team di Jannik: “Spero che Cahill non se ne vada… Anche se non è sempre facile lavorare in due, ognuno ha il proprio ruolo. Qual è il mio ruolo? Io sono il rompiballe… Sono quello che deve dire le cose scomode. Il poliziotto cattivo, diciamo. Darren è più allegro, quello che stempera le tensioni”.

Alcaraz non ci sarà: “E’ chiaro che mancherà anche a Sinner. Alcaraz ti mette in difficoltà e ti spinge a migliorare. Vai in campo e capisci su cosa lavorare. E’ successo anche con Medvedev e con Djokovic. I grandi campioni ti spingono sempre a trovare soluzioni”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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