L'ex tennista azzurra: "Un atleta mette in preventivo gli infortuni"
Flavia Pennetta in una intervista al Corriere dello Sport non ha fatto drammi sul mancato rientro a Pechino di Jannik Sinner, fermo dalla finale di Wimbledon. Il campione altoatesino ha un problema al ginocchio che lo ha costretto a saltare gli US Open e ancora non ha fissato una data certa per il suo rientro.
“Sinner si è fatto male, stop – ha spiegato Pennetta -. Un atleta mette in preventivo gli infortuni. Ha uno staff attento, rientrerà quando si sentirà di farlo, la speranza è che ci sia per Davis e Finals. Jannik spinge molto la macchina, se il fisico ti manda dei segnali perché rischiare?”.
L’ex tennista azzurra si dice d’accordo su come la velocità del tennis attuale favorisca i problemi fisici: “Il tennis attuale richiede esplosività, è difficile tornare indietro a 10-15 anni fa. Certo non so neppure quanto si possa andare avanti perché il corpo umano quello è. Basti pensare al rovescio ad una mano: tra i primi 30 del mondo lo utilizzeranno in due al massimo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche Adriano Panatta, intervenuto alla Domenica Sportiva con toni insolitamente seri. L’ex campione azzurro ha puntato il dito sul tennis moderno come principale responsabile dell’escalation di infortuni che ha caratterizzato il 2026: “Bisogna stare molto attenti, perché gli infortuni si sono più che raddoppiati. Oggi tennisti, sia nella parte inferiore del corpo che in quella superiore, giocano in una maniera veramente spaziale e devono colpire sempre la palla con molta forza. Vanno sempre a 200 all’ora”. Panatta ha poi aggiunto: “Un singolo torneo odierno, come sforzo fisico e mentale, vale due di quelli che giocavamo ai miei tempi, e quindi sono costretti a fare programmazioni diverse. Ma gli infortuni continuano ad arrivare, al braccio, alla schiena, in tutte le articolazioni. Così non va bene”.