L'ex tennista azzurra ha parlato dell'altoatesino e ha anche commentato il ritorno alle gare di Serena Williams
Wimbledon sta per arrivare e Flavia Pennetta sarà una delle opinioniste che commenterà l’evento per gli spettatori italiani ai microfoni di Sky Sport. L’ex tennista azzurra in una intervista alla Gazzetta dello Sport ha parlato del favorito numero uno, Jannik Sinner, che ha seguito dal vivo all’esibizione di Hurlingham, pochi giorni fa.
“Impatta la palla in una maniera impressionante, è sempre messo bene, è alto ma riesce a stare basso. Dicono che il suo gioco sia monocorde e invece bisogna soffermarsi sulla pulizia e la velocità di palla che sono pazzesche. Ho visto che debutta con Kecmanovic, un giocatore che può sempre dare fastidio, ma il livello di Jannik è molto superiore rispetto a tutti gli altri”, ha spiegato Pennetta.
Il numero uno del mondo deve rifarsi dopo un Roland Garros deludente: “Da una parte credo sia stato molto dispiaciuto di uscire presto dal Roland Garros, ma dall’altra, se deve guardare la parte positiva, è che è riuscito un attimino a staccare la spina, recuperare e rilassarsi dopo due mesi e mezzo di un tour de force assurdo. Certo, forse col senno di poi magari avrebbero potuto gestire diversamente alcune cose, però uno impara dagli errori con il tempo”.
Pennetta è stata una rivale di Serena Williams, incredibilmente tornata in campo: “Lei è una pazza scatenata, io non tornerei, per carità. Secondo me non ha neanche avuto il tempo di tornare davvero a competere. Non si è preparata per giocare Wimbledon tornando qualche mese prima, facendo tornei di singolare. È rimasta ferma quattro anni, puoi allenarti quanto vuoi, ma quando giochi il punto è tutto totalmente diverso”.
“Se Serena dovesse vincere partite e andare avanti, ritengo che non sarebbe una grande immagine per il tennis femminile. Però, allo stesso tempo, la Wta ha bisogno di un ritorno del genere perché le giocatrici che ci sono oggi non vendono quello che vendeva lei. Io, comunque, mi porto i popcorn in studio a Sky e me la guardo”.