Diciotto anni senza Federico Luzzi

Articolo di Aldo Seghedoni

Il tennista spirò il 25 ottobre 2008 a causa di una forma fulminante di leucemia.

Sono passati diciotto anni dalla morte di Federico Luzzi, promettente tennista italiano deceduto il 25 ottobre 2008 a causa di una forma fulminante di leucemia. Sua mamma, Paola Cesaroni, ha dato vita a Fedelux, un’associazione che ha come scopo tenere viva la memoria di Federico sostenendo la ricerca contro la leucemia.

Federico aveva iniziato a giocare a tre anni con la racchetta di suo padre Maurizio, i primi grandi successi arrivarono a livello giovanile dove era stato campione del mondo e d’Europa nella categoria under 14 e campione d’Europa nella categoria under 16. Vinse inoltre la Coppa Lambertenghi U12 (campionato italiano di categoria) e il prestigioso torneo “Eddie Herr” U14 in Florida.

Conta 5 partecipazioni nei main draw dei major, tra il 2001 e il 2006. Il suo miglior risultato fu il 2° turno raggiunto agli Open d’Australia 2006 (- G. Coria, Arg, 7-6 (10) 6-4 6-3, agli Internazionali d’Italia invece conta due presenze nel tabellone principale (2001 e 2002). Il suo miglior risultato sono gli ottavi di finale raggiunti nel 2001, battuto dallo spagnolo Jacobo Diaz (6-3 6-1) dopo aver superato il francese A. Clement, n.12, e il marocchino H. Arazi n. 28 del mondo.

Il suo miglior risultato nel circuito maggiore sono i quarti di finale raggiunti a Barcellona nel 2001 (- T. Enqvist, Sve, 6-1 6-4). Ha colto tre successi nel circuito Challenger (Brindisi, Mumbai 2001, Cherbourg 2007) e 2 finali (Singapore 2001, Como 2006). Federico Liuzzi è arrivato alla posizione numero 92 della classifica ATP l’11 febbraio 2002, in doppio invece ha raggiunto la posizione numero 258 il 3 novembre 2003.

Nella sua città, Arezzo, ogni anno il 25 ottobre gli viene reso omaggio durante la messa: “Federico ci ha insegnato il valore profondo dell’amicizia, della dedizione e della resilienza di fronte alle sfide più grandi – ha scritto l’associazione della città toscana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma -. Il suo ricordo resta immensamente vivo nei suoi cari, negli amici, nei compagni e in tutti coloro che hanno avuto il dono di conoscerlo. Durante la Messa ci stringeremo in un unico abbraccio, trovando conforto nella fede e nella certezza che Federico continui a vegliare su ciascuno di noi”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

TG SPORT

Articoli correlati