Critiche a Jannik Sinner, Adriano Panatta ruggisce contro i polemici

Articolo di Aldo Seghedoni

Nelle ultime settimane molti tifosi hanno chiesto all'altoatesino e al suo team maggiore chiarezza riguardo l'infortunio al ginocchio.

Jannik Sinner ha ancora bisogno di tempo per recuperare totalmente dall’infortunio al ginocchio e tornare al 100% della forma: recentemente ha annunciato il suo ritiro dal Masters 1000 di Shanghai e la presenza al Six Kings Slam è in forse. Solo una ristretta cerchia di persone conosce la reale entità dell’infortunio di Sinner e la tabella di marcia per il recupero: ai tifosi non è stato comunicato nulla e non tutti l’hanno presa bene.

Nelle ultime settimane molti tifosi hanno chiesto a Jannik Sinner e al suo team maggiore chiarezza riguardo l’infortunio ma Adriano Panatta ha difeso la scelta dell’altoatesino: “Ho letto molte polemiche sul fatto che non si sa bene cosa abbia Sinner. È normale che sia così, perché probabilmente Sinner ha un problema al ginocchio e non è che uno può spiegare perfettamente e dare la cartella clinica” ha detto a Domenica Sportiva.

“Stanno cercando di risolvere il problema, da quello che so è molto complicato – ha continuato la leggenda della racchetta -. Adesso ha lasciato anche Shanghai, spero che possa tornare a giocare per le Finals e poi di conseguenza la Coppa Davis, anche se tornare subito in un grande appuntamento, in un grande torneo, senza aver avuto la possibilità di una situazione intermedia, tipo il Six Kings Slam in Arabia Saudita…Potrebbe giocare Vienna, che poi è un torneo che ha sempre vinto e che sta vicino casa”.

La grande speranza di tutti è quella di vedere Jannik Sinner alla Coppa Davis: “Credo che l’Italia possa ripetere il successo dello scorso anno anche se dipende da tante cose, soprattutto dipende da Sinner: se sarà presente o no. Cambia certamente la sua presenza, con lui siamo i favoriti. Anche la Spagna è molto forte”.

Recentemente anche il conduttore radiofonico e televisivo Fulvio Giuliani ha parlato di Jannik Sinner attraverso un post su LinkedIn: “Diciamolo subito e a scanso di equivoci: la trasparenza serve. Chiarire l’entità di un infortunio, i tempi di recupero e le scelte dello staff non è un vezzo per morbosi, ma una buona abitudine professionale. Serve a evitare il vuoto pneumatico in cui prosperano le fesserie da bar, tutela il circuito e rispetta chi segue il tennis con cognizione di causa. I dubbi legittimi, tecnici e puliti avanzati da cronisti seri non solo sono comprensibili: sono doverosi. Come le riflessioni su una comunicazione che non c’è”.

“Il punto vero, però, è un altro. È il termometro dell’indignazione che improvvisamente schizza alle stelle, rivelando un riflesso tutto italiano. Perché quando Jannik Sinner tace o sceglie la linea del riserbo, una parte del nostro circo mediatico e d’opinione non si limita a chiedere lumi: si offende, punta il dito, moralizza”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

TG SPORT

Articoli correlati