Clement Tabur sincero dopo il ko con Jannik Sinner: “Per qualche istante…”

Articolo di Martino Davidi

La wild card francese ha commentato la sua sconfitta al Roland Garros contro il numero uno del mondo

La wild card francese Clement Tabur a L’Equipe ha commentato la sconfitta al primo turno del Roland Garros contro il numero uno del mondo Jannik Sinner: “Non volevo avere rimpianti, sono comunque contento. Anzi penso di averlo infastidito per qualche istante. Per batterlo sono ancora lontano, ma ho provato a basarmi sui miei punti di forza, soprattutto con il rovescio”.

Tabur ha ceduto in 3 set per 6-1, 6-3, 6-4: dopo un avvio di partita difficile, è riuscito soprattutto nel terzo parziale a trovare qualche punto che ha infiammato il pubblico. “Ho cercato di togliergli tempo, o almeno di rivaleggiare un po’ con lui. Avrei potuto fare tutto un po’ meglio, non ho mai trovato un varco ma ho provato a stare alla pari con lui per un po’ di tempo”.

“Mi ero visualizzato talmente tanto questo ingresso, questa partita, che in un certo senso ero pronto. È stato pazzesco. Fa solo venire voglia di tornare per rivivere questo tipo di emozioni. L’orario? Giocare così tardi non è qualcosa a cui siamo abituati. Mi sono allenato una volta questa mattina sul centrale, prima dell’inizio degli incontri. Poi sono tornato in hotel per riposare. Volevo fare un pisolino ma non sono riuscito a dormire. Sentivo l’eccitazione crescere man mano e non vedevo l’ora di entrare in campo”.

“Da giovedì ho avuto il tempo di immaginarmi qualche scenario. Ce ne sono stati pochissimi, forse uno o due, in cui ne uscivo vincitore! Credo che una volta su due dovesse infortunarsi…. Ho provato a entrare in campo condizionandomi per vincere. Dirsi semplicemente “devo dare il massimo” non era il modo giusto di approcciare la partita. Molto velocemente ho capito che sarebbe stato complicato…”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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