Ironia e sorrisi da parte del numero 1 del ranking mondiale dopo la vittoria a Indian Wells contro Cameron Norrie.
Dopo aver ottenuto la qualificazione alle semifinali del Masters 1000 di Indian Wells, battendo senza particolari difficoltà Cameron Norrie (6-3, 6-4 i parziali dei due set, chiusi in un’ora e trentaquattro minuti), Carlos Alcaraz si è prodotto in un singolare siparietto con un gruppo di tifosi, arrivando a indossare un costume da ape. Nessuna provocazione nei confronti dei rivali, però: come il murciano stesso ha spiegato in conferenza stampa, si tratta di un riferimento a quanto accaduto, sempre a Indian Wells, nell’edizione 2024.
Nel corso del quarto di finale di due anni fa contro Alexander Zverev, infatti, uno sciame di api invase il campo, costringendo il tedesco e lo stesso Alcaraz a fermarsi e ad aspettare l’intervento di un apicoltore per poter liberare l’area dallo sciame e riprendere a giocare. Così, nella notte italiana fra giovedì e venerdì, un gruppetto di sostenitori con addosso un costume da ape hanno attirato l’attenzione del numero 1 del ranking mondiale, invitandolo ad unirsi a loro nella simpatica coreografia.
“È stato molto divertente. Mi hanno aiutato tanto, li guardavo e mi veniva da sorridere mentre giocavo. Dico sempre che quando mi diverto in campo riesco a tirare fuori un buon tennis – ha detto Alcaraz, riferendosi allo ‘sciame’ umano -. Oggi mi hanno portato un costume da ape e hanno iniziato a dirmi di metterlo: l’ho fatto per loro, d’altra parte mi hanno sostenuto dal primo all’ultimo punto. Così, a fine partita, mi sono detto: ‘Lo faccio’. È stato divertente”.
Vincitore di entrambi i tornei in cui si è iscritto quest’anno, Australian Open e ATP Doha, Carlos Alcaraz è alla ricerca della terza affermazione stagionale nel circuito maggiore, la numero ventisette in carriera. In semifinale se la vedrà con Daniil Medvedev: se dovesse battere il russo affronterebbe in finale il vincitore dell’altra sfida in tabellone, quella fra il rivale di sempre Jannik Sinner e il tedesco Alexander Zverev.