"Vorrei sentire quando si diranno: guarda, su questa cosa è molto bravo, su quest'altra un po' meno"
La possibile collaborazione tra Jannik Sinner e Magnus Norman continua a far discutere il mondo del tennis. In attesa dell’ufficialità, che dovrebbe arrivare in vista della stagione 2027, arriva anche la promozione di Andy Roddick. L’ex numero uno del mondo americano ha commentato la scelta del campione azzurro nel corso dell’ultima puntata del suo podcast Served with Andy Roddick, mostrando grande entusiasmo per l’arrivo dello svedese nello staff dell’altoatesino.
Per Roddick, Norman è uno degli allenatori più sottovalutati degli ultimi vent’anni. “Probabilmente è uno dei migliori coach al mondo, insieme a Cahill e ad altri grandi allenatori degli ultimi quindici anni. Eppure non viene praticamente mai nominato. È un’ingiustizia”, ha osservato l’americano, sottolineando i risultati ottenuti dallo svedese nel corso della sua carriera.
Il riferimento è soprattutto alle esperienze con Robin Soderling e Stan Wawrinka. Con il primo, Norman ha contribuito a una crescita straordinaria, portandolo a battere Rafael Nadal al Roland Garros nel 2009, a raggiungere due finali consecutive a Parigi e a salire fino al quarto posto del ranking mondiale. Ancora più significativo il percorso con Wawrinka, accompagnato alla conquista di tre titoli del Grande Slam (Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016) e fino alla terza posizione mondiale.
“Prendere un giocatore come Wawrinka e portarlo a vincere tre Slam: come si fa a non considerare Norman il primo nome quando si parla dei migliori allenatori del circuito degli ultimi vent’anni?”, ha aggiunto Roddick, definendo la scelta di Sinner “un’operazione senza possibilità di errore”. La curiosità di Roddick sui segreti del nuovo team Ma è soprattutto il modo in cui verrà costruita la collaborazione a incuriosire l’ex campione americano. Norman dovrebbe raccogliere l’eredità di Darren Cahill, destinato a lasciare il gruppo di lavoro di Sinner al termine della stagione, affiancando Simone Vagnozzi.
Roddick vorrebbe conoscere da vicino i dettagli di questo passaggio, in particolare il primo confronto tra il nuovo allenatore, Sinner e Vagnozzi. “Vorrei tantissimo essere in quella stanza. Vorrei sapere cosa succederà quando Norman entrerà in sala riunioni con Vagnozzi e Sinner per preparare il prossimo anno. Si chiederanno: cosa possiamo migliorare? In quale direzione dobbiamo andare?”.
L’americano è interessato soprattutto agli aspetti meno visibili del lavoro quotidiano: “Vorrei capire come gestiranno la transizione, il passaggio di consegne da Cahill a Norman. Vorrei sentire quando si diranno: guarda, su questa cosa è molto bravo, su quest’altra un po’ meno. Oppure: tutti pensano che sia bravo in questo, ma in realtà gli provoca un po’ di stress”.