Rigore negato al Torino, nuovo attacco durissimo dalla Gazzetta dello Sport

Articolo di Aldo Seghedoni

Continua a tenere banco il penalty non concesso ai granata per il fallo di Heggem su Oristanio nella partita contro il Bologna.

Grandissime polemiche in casa Torino per il rigore non concesso dall’arbitro Guida per il fallo di Heggem su Oristanio nella partita contro il Bologna: dalle immagini si vede chiaramente la gamba del norvegese che entra in contatto con il calciatore granata ma la direzione arbitrale non ha concesso il penalty.

Subito dopo la partita, terminata con il punteggio di 1-1, la Gazzetta dello Sport h innescato la polemica: “La chiamata a video doveva starci quantomeno per studiare fino in fondo. Heggem sposta il piede a Oristanio, era rigore. Guida magari è stato “ingannato” dal fatto che Oristanio pianta il piede e a terra va successivamente ma quell’arto destro dell’attaccante granata viene semplicemente e palesemente spostato. Conseguenze dinamiche. Ma niente. Silenzio”.

Domenica mattina la rosea ha rincarato la dose: “I dubbi sono cominciati alla prima giornata quando non è stato punito il contatto De Bruyne-Vasquez che ha spianato la strada al Napoli verso la vittoria contro il Genoa: irregolarità evidente che l’arbitro non ha fischiato in base a una presunta superiore tolleranza al contatto, sbagliando. E i dubbi sono continuati, con diverse tappe intermedie, fino a ieri. Fino a Bologna-Torino”.

“L’intervento di Heggem su Oristanio in area è un fallo solare, tra l’altro non si capisce come mai il giocatore granata dovrebbe buttarsi a terra avendo la strada aperta verso la porta. Guida dovrebbe vederlo da solo e invece non fischia il rigore, e figuriamoci se il Var Santoro si prende la responsabilità di tradire la linea Orsato”.

“Eppure le immagini mostrano immediatamente che il piede di Heggem colpisce quello di Oristanio. Così come, in serata, è evidente il contatto Yeboah-Taylor nell’area del Venezia. E qui il rigore per la Lazio viene giustamente concesso. Nel nuovo regolamento di Orsato manca anche l’uniformità” ha concluso la Gazzetta dello Sport.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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