Il terzino ha accettato il rinnovo del contratto fino al 2028 e una significativa riduzione dell'ingaggio.
Nuovi sviluppi sul futuro di Cristiano Biraghi. Il terzino ha deciso di proseguire la propria avventura con il Torino, accettando il rinnovo del contratto fino al 2028 e una significativa riduzione dell’ingaggio.
Il laterale mancino di Cernusco sul Naviglio era legato alla società del presidente Urbano Cairo da un accordo in scadenza il prossimo 30 giugno, con uno stipendio netto di circa 1,2 milioni di euro. L’ex Fiorentina ha scelto di distribuire questa cifra sui successivi 24 mesi, andando così a percepire circa la metà rispetto all’attuale ingaggio.
Il classe 1992 aveva attirato nelle ultime settimane l’interesse di diverse società di Serie B, tra cui Sampdoria, Cremonese e Avellino, oltre a essere finito nel mirino dei greci del Panathinaikos. Biraghi ha però deciso di restare in granata, nonostante la prospettiva di trovare poco spazio e di collezionare un minutaggio ridotto nella squadra guidata da Ignazio Abate.
A frenare in particolare la pista greca è stata la volontà dello stesso giocatore di non trasferirsi all’estero. Il Panathinaikos aveva cercato di convincerlo con un contratto biennale, che avrebbe garantito a Biraghi una maggiore continuità rispetto alla situazione in granata, ma il difensore ha declinato la proposta per ragioni personali, forti anche del ricordo non esaltante dell’unica esperienza straniera della sua carriera, vissuta con il Granada oltre dieci anni fa.
La storia di Biraghi al Torino è stata fin dall’inizio segnata da alti e bassi. Arrivato dalla Fiorentina in prestito con diritto di riscatto nella sessione invernale del mercato, il giocatore era diventato a titolo definitivo un tesserato granata nella scorsa estate. Tuttavia, le cose non erano andate come previsto: il terzino aveva progressivamente perso il posto da titolare già durante la gestione Baroni, e la situazione non era migliorata con l’arrivo di D’Aversa. Tanto che a novembre 2025 il club aveva seriamente valutato una sua cessione già nel mercato di gennaio.