Brasile

Aggiornato Mer 24 Giu 2026 alle 20:58

Il Brasile si presenta ai Mondiali 2026 con un mix di entusiasmo e preoccupazione. Mentre la Seleção è pronta a esordire contro il Marocco, le ultime notizie hanno portato con sé sia dolore che incertezza: la scomparsa di un campione leggendario e i dubbi sulle condizioni fisiche della stella più attesa.

Addio a Brito, eroe del Mondiale 1970

A pochi giorni dall’inizio del torneo, il mondo del calcio brasiliano ha dovuto fare i conti con una perdita importante. Brito, storico difensore centrale della nazionale verdeoro campione del mondo nel 1970, è scomparso all’età di 86 anni. La Federazione calcistica brasiliana ha dato la notizia senza fornire ulteriori dettagli sulle cause del decesso. Brito era stato uno dei pilastri di quella squadra leggendaria che, guidata da Pelé, travolse l’Italia per 4-1 nella finale all’Azteca di Città del Messico. Tra il 1964 e il 1972 collezionò 61 presenze con la Seleção, formando con Wilson Piazza una delle coppie difensive più solide dell’epoca. Il presidente della Federcalcio brasiliana, Samir Xaud, lo ha ricordato come “uno dei più grandi difensori della storia del calcio brasiliano”, auspicando che il suo spirito combattivo possa ispirare le nuove generazioni proprio in questo momento in cui il Brasile torna a caccia del sesto titolo mondiale.

Il caso Neymar: tra speranza e allarme

Se il lutto per Brito ha rattristato la vigilia, l’altra grande notizia che ha tenuto banco nelle ultime settimane riguarda le condizioni fisiche di Neymar. Quello che sembrava un fastidio muscolare passeggero si è rivelato ben più serio: gli esami strumentali effettuati al momento del raduno della nazionale hanno evidenziato una lesione di secondo grado al polpaccio, smentendo le rassicurazioni precedenti del Santos e dello stesso giocatore, che parlavano di un semplice edema. Il medico federale Rodrigo Lasmar ha stimato un rientro tra le due e le tre settimane, il che mette seriamente a rischio la presenza di O’Ney nell’esordio contro il Marocco, fissato per il 13 giugno.

La vicenda Neymar è stata una delle più seguite tra le ultime notizie sul Brasile negli ultimi mesi. La sua esclusione dalle amichevoli contro Francia e Croazia aveva già fatto discutere, con il fuoriclasse del Santos che non aveva nascosto il proprio disappunto. Poi la svolta: Carlo Ancelotti aveva deciso di includerlo nella lista dei 26 convocati per il Mondiale, considerandolo però non un titolare inamovibile ma un giocatore che avrebbe dovuto guadagnarsi il posto sul campo. Un’opportunità enorme per un atleta che, a 34 anni, sa bene che questa è la sua ultima chance di alzare la Coppa del Mondo. Ora, però, l’infortunio rimette tutto in discussione e il commissario tecnico italiano è costretto a studiare soluzioni tattiche alternative nel reparto offensivo.

Ancelotti e il cammino verso il Mondiale

Il percorso di Carlo Ancelotti alla guida della Seleção è iniziato poco più di un anno fa, tra qualche difficoltà iniziale e risultati altalenanti. L’esordio in panchina, nel giugno 2025, era stato un pareggio per 0-0 contro l’Ecuador nelle qualificazioni, seguito da una vittoria contro il Paraguay. Nel tour asiatico autunnale, il Brasile aveva prima dominato la Corea del Sud per 5-0, salvo poi subire una clamorosa rimonta dal Giappone, perdendo 3-2 dopo essere stati avanti 2-0 all’intervallo. “Siamo crollati mentalmente”, aveva ammesso lo stesso Ancelotti a fine partita.

Nonostante qualche passo falso, il tecnico di Reggiolo ha sempre mantenuto chiaro il proprio obiettivo: riportare il Brasile sul tetto del mondo a ventiquattro anni dall’ultima volta, rompendo al contempo uno storico tabù — nessuna nazionale ha mai vinto il Mondiale con un commissario tecnico straniero. Ancelotti punta a essere il quarto allenatore italiano a conquistare la Coppa del Mondo, dopo Pozzo, Bearzot e Lippi, ma stavolta alla guida di un’altra nazione. Il contratto firmato con la CBF lo lega alla Seleção fino al 2026, con opzione di rinnovo in vista dei Mondiali 2030.

Tra le novità più significative in chiave Brasile c’è anche il rientro in nazionale di Gleison Bremer, il difensore della Juventus che aveva saltato quasi due anni di attività internazionale a causa di gravi infortuni al ginocchio. Il suo ritorno nella Seleção è stato accolto con grande emozione dallo stesso giocatore, che ha parlato di “felicità enorme” e ha promesso di onorare la maglia con tutto l’impegno possibile. Al contrario, un’altra perdita pesante per il reparto offensivo era arrivata già a marzo, con la rottura del legamento crociato di Rodrygo, costretto a rinunciare al torneo. Il Brasile si presenta dunque al via con una rosa non priva di assenze importanti, ma con la consapevolezza di avere comunque una delle squadre più forti del torneo, trascinata da un Vinicius Jr. in grande forma e da giovani talenti come Estêvão, già protagonista nelle amichevoli di preparazione.