Federica Brignone, Elena Curtoni, Sofia Goggia e Laura Pirovano: sono loro, in rigoroso ordine alfabetico, le italiane che giovedì prenderanno parte al superG in programma a Cortina per le Olimpiadi Invernali.
Federica Brignone, Elena Curtoni, Sofia Goggia e Laura Pirovano: sono loro, in rigoroso ordine alfabetico, le italiane che giovedì prenderanno parte al superG in programma a Cortina per le Olimpiadi Invernali. Lo ha comunicato la Fisi, che ha così fatto rientrare l’allarme sulla presenza della valdostana, che nell’aprile dello scorso anno era stata vittima di un pesantissimo infortunio: nell’ultima sessione di allenamento aveva avvertito di nuovo fastidio al ginocchio e si è persino ipotizzata una possibile rinuncia.
C’è naturalmente grandissima attesa per la gara, a maggiore ragione dopo la delusione relativa al superG uomini, che ha visto gli Azzurri restare a secco nonostante alla vigilia le speranze di conquistare altre medaglie non fossero di certo poche. Chi pensava di vedere un Franjo von Allmen appagato e che desse spazio ai rivali si è dovuto ricredere. Dopo l’oro in discesa e quello nella combinata a squadre, lo svizzero, che sta attraversando un eccezionale momento di forma, ha tirato fuori un’altra prestazione straordinaria: ha letto alla perfezione il tracciato di Bormio, ha conquistato il superG e in cinque giorni si è messo al collo la terza medaglia del metallo più prezioso.
Il 24enne di Berna è sembrato inarrestabile. Con questo successo è entrato anche nella storia: ha eguagliato il record di tre ori nella stessa edizione di Sailer (1965) e Killy (1968), nel loro caso tutti in gare individuali e Kostelic (2002). Non è invece arrivato l’acuto che molti si aspettavano da Marco Odermatt. Il campione svizzero ha chiuso terzo, a 28 centesimi dal connazionale. L’argento è finito al collo dell’americano Ryan Cochran-Siegle, staccato di soli 13 centesimi dal vincitore. Ai piedi del podio il francese Nils Allegre, quarto a 31 centesimi, partito con il pettorale numero 1. Dietro di lui l’austriaco Haaser, quinto a 57 centesimi, e Giovanni Franzoni, sesto con un distacco di 63 centesimi.
“Peccato, ho lasciato qualche decimo di troppo nel tratto centrale – ha spiegato Franzoni al termine della sua prova – dove dovevo forse stare più chiuso e meno sugli spigoli. Devo ancora crescere su questi dettagli: in tre intermedi su quattro ero in linea con Von Allmen. Essere a tre decimi dal podio ed averne persi sei in un unico settore fa un po’ male. In queste condizioni sapevo di non essere il favorito, la neve molle non è la mia preferita”.
“L’obiettivo è ora quello di cercare di diventare completo come atleta e capace di adattarsi ad ogni condizione – ha aggiunto -. Intanto però devo togliermi il cappello di fronte a Von Allmen: tre ori alla prima olimpiade è veramente incredibile, una settimana da leggenda e se lo merita. Lui è stato d’ispirazione per me in questi anni, sto cercando di imparare dalla sua sciata per prendere quella scorrevolezza che mi manca un po’. L’obiettivo è proprio quello, di migliorare in queste condizioni e poi davvero posso giocarmela sempre. La fiducia è tanta e voglio ancora raccogliere qualcosa nelle prossime gare”.