È viva per miracolo e ora fa sognare una nazione intera: non solo samba e calcio

Articolo di Aldo Seghedoni

I Giochi Olimpici regalano sempre storie fuori dall’ordinario e spesso hanno come protagonisti atleti che non sono dei fuoriclasse ma la cui passione non è di certo inferiore a quella dei big.

I Giochi Olimpici regalano sempre storie fuori dall’ordinario e spesso hanno come protagonisti atleti che non sono dei fuoriclasse ma la cui passione non è di certo inferiore a quella dei big. Non solo samba e calcio per il Brasile, per esempio. Nel gennaio 2022 Bruna Moura da Caraguatatuba, 170 chilometri da San Paolo, era a un passo dal realizzare il suo sogno olimpico. Ex biatleta passata allo sci di fondo, aveva conquistato la qualificazione per potere gareggiare a Pechino contro le migliori della disciplina.

Poi, a pochi giorni dalla cerimonia d’apertura, tutto è cambiato. In Austria, mentre viaggiava in van verso la Germania per prendere il volo per la Cina, è rimasta coinvolta in un grave incidente stradale. Il conducente ha perso la vita. Lei è sopravvissuta, ma con tre costole rotte, un braccio e il piede sinistro fratturati, oltre a lesioni ai polmoni. Una vera e propria miracolata.

Un trauma durissimo, anche a livello psicologico, che avrebbe potuto mandare tutto all’aria. Invece Bruna ha scelto di non abbandonare il suo obiettivo. Quattro anni dopo è sulle piste della Val di Fiemme, con un sorriso che dice più di mille parole. “Ho dovuto ricostruirmi, fisicamente e mentalmente – racconta a L’Equipe -. Ci sono voluti quasi due anni per tornare al massimo della forma. Ancora oggi sento dolore al piede sinistro, fa parte della mia quotidianità. Ma la parte psicologica è stata la più difficile. È stato durissimo, però ne è valsa la pena”.

All’inizio il suo era un nome quasi sconosciuto nel circuito dello sci di fondo. Paradossalmente, proprio dopo l’incidente Bruna ha visto aumentare esponenzialmente la sua celebrità. “Non mi sono mai sentita sola. Tantissime persone mi hanno scritto per sapere come stavo, come procedeva il mio percorso. A quel punto non era più solo il mio sogno. È diventato qualcosa di più grande, e questo mi ha dato una motivazione enorme”. La 31enne si emoziona ed emoziona parlando del suo ritorno alle gare, ai Mondiali di Planica nel 2023. “Molte persone sono venute a salutarmi, ho stretto tante amicizie. Oggi condivido con loro la mia esperienza”.

A Milano Cortina 2026 rappresenta un Paese senza una vera tradizione negli sport invernali. Vive nei Paesi Bassi con il compagno e per sostenere la carriera lavora in un negozio di borse. “Per questi Giochi ho ricevuto molto sostegno dal comitato olimpico brasiliano. Non avevo mai avuto una struttura così. Mi sento quasi un’atleta professionista”, dice ridendo.

Dopo il 74esimo posto nelle qualificazioni dello sprint, tornerà in gara nella 10 km individuale in tecnica skating e poi nello sprint a squadre. “Il percorso è impegnativo, ma sarà divertente. È un sogno che si realizza” conclude, faticando per non commuoversi di nuovo.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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