Giovanni Franzoni vince anche quando perde: splendide parole

Articolo di Aldo Seghedoni

"Von Allmen è stato d’ispirazione per me in questi anni, sto cercando di imparare dalla sua sciata" sottolinea.

Niente podio nel superG per Giovanni Franzoni: il bresciano chiude sesto a 0″63 una prova senza errori evidenti, con ottimi parziali ma in cui i dettagli non si sono rivelati perfettamente allineati. E in assenza di troppi passaggi cruciali, sono stati proprio i dettagli minimi e la morbidezza a rivelarsi fondamentali in questo mercoledì olimpico, a Bormio: il bresciano ferma il cronometro a poco più di tre decimi dal podio, dopo lo splendido argento della discesa.

“Peccato, ho lasciato qualche decimo di troppo nel tratto centrale – spiega al termine della sua prova – dove dovevo forse stare più chiuso e meno sugli spigoli. Devo ancora crescere su questi dettagli: in tre intermedi su quattro ero in linea con Von Allmen. Essere a tre decimi dal podio ed averne persi sei in un unico settore fa un po’ male. In queste condizioni sapevo di non essere il favorito, la neve molle non è la mia preferita”.

“L’obiettivo è ora quello di cercare di diventare completo come atleta e capace di adattarsi ad ogni condizione – aggiunge -. Intanto però devo togliermi il cappello di fronte a Von Allmen: tre ori alla prima olimpiade è veramente incredibile, una settimana da leggenda e se lo merita. Lui è stato d’ispirazione per me in questi anni, sto cercando di imparare dalla sua sciata per prendere quella scorrevolezza che mi manca un po’. L’obiettivo è proprio quello, di migliorare in queste condizioni e poi davvero posso giocarmela sempre. La fiducia è tanta e voglio ancora raccogliere qualcosa nelle prossime gare”.

Christof Innerhofer, che ha vissuto la quinta Olimpiade, si aspettava di più: “Era un grande obiettivo essere qui. Non sono invece contento della mia prova, avrei potuto sciare meglio. La neve non era la mia preferita, preferisco quando è più dura. Forse avrei potuto rischiare di più ma non mi sono fidato a tutta: non mi accontento, perché speravo di entrare nella top6”.

 

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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