La Virtus Roma prova a fare muro: “Non è sport, ma una compravendita”

Articolo di Nicola Lama

All’improvviso a Roma il panorama sembra congestionato: potrebbero esserci due squadre in A, con la storica Virtus in A2, e la Luiss Basket, attualmente nei playoff, in B.

All’improvviso a Roma il panorama sembra congestionato: potrebbero esserci due squadre in Serie A, con la storica Virtus – se tutto andrà come previsto – in A2, e la Luiss Basket, attualmente nei playoff, in Serie B. Uno scenario che può risultare interessante, ma che rende il tema degli impianti un vero rompicapo, difficile da risolvere.

Oggi Virtus e Luiss condividono il Palazzetto dello Sport, il PalaEur, ma guardando il calendario, il prossimo anno l’impianto sarà disponibile solo per sei giornate. Senza contare la Roma Volley femminile, che ha piani ambiziosi.

Il presidente della Virtus Roma 1960, Massimiliano Pasqualini, resta fermo sulle sue posizioni: “Noi siamo la storia e vogliamo onorarla sul campo – si legge sul Corriere della Sera -. Non capisco la logica di alcune scelte, stiamo per annunciare l’ingresso di un importante socio straniero e di un progetto che vuole riportare la Virtus in serie A a breve, là dove le compete. Il resto non è sport, ma una compravendita lontana dalla tradizione e dallo spirito di appartenenza che stiamo provando a far rinascere a Roma”.

Il nodo impianti si intreccia poi con il più ampio dibattito sul progetto NBA Europe, che prevede l’arrivo in Italia di due franchigie con il marchio NBA. Anche tra i tifosi della Virtus Roma il tema ha acceso gli animi: il messaggio che circola negli ambienti del tifo storico è netto – “una squadra nella nostra città c’è già e andrebbe sostenuta” – a testimoniare come la questione identitaria resti centrale nel dibattito cestistico romano.

Vale la pena ricordare il percorso travagliato che ha portato alla nascita dell’attuale Virtus Roma 1960. Dopo la promozione in Serie A conquistata nell’aprile 2019, la vecchia società aveva vissuto una stagione difficile, interrotta dalla pandemia, prima di rinunciare definitivamente all’iscrizione al campionato nel dicembre 2020. L’eredità era stata raccolta dalla Pallacanestro Virtus Roma 1960, che nel dicembre 2025 ha acquisito anche il marchio storico del club, completando così il processo di riappropriazione di un’identità che Pasqualini vuole ora riportare ai vertici del basket italiano.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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