Piero Bucchi
Aggiornato Lun 18 Mag 2026 alle 22:07Si chiude un’era a Brindisi. Piero Bucchi ha lasciato la panchina della Valtur dopo due stagioni intense, segnate da grandi ambizioni e da un obiettivo — la promozione in Serie A — che non è stato centrato. L’annuncio è arrivato al termine di gara-4 dei playoff contro la Scaligera Verona, con parole nette e cariche di rispetto verso la città: «Siamo giunti ai titoli di coda. Sono un uomo di parola e l’ho detto sin dal primo giorno al mio rientro a Brindisi: se non avessi centrato la promozione in due anni, il mio lavoro non sarebbe proseguito. Ci ho provato con tutto me stesso, con tutto l’affetto che ho per la città». Un addio annunciato, quasi inevitabile, che chiude un capitolo sportivo e umano di grande intensità.
Il ritorno, le aspettative e la realtà dei fatti
Bucchi era tornato a Brindisi nel maggio 2024 con entusiasmo e senso di responsabilità, accettando un biennale — rifiutando addirittura un’offerta triennale — proprio perché voleva vincere subito. «Sono tornato qui perché sono convinto che questa possa essere un’altra cavalcata», aveva dichiarato in conferenza stampa. Il legame con la città pugliese era viscerale, costruito nel quinquennio 2011-2016 con la vittoria della Coppa Italia di Legadue e il ritorno nella massima serie. Stavolta, però, le cose non sono andate come sperato.
La stagione 2024/25 aveva già mostrato le difficoltà del progetto: avvio complicato con tre sconfitte consecutive, infortuni pesanti come quelli di Mark Ogden e Giovanni Vildera, e una rincorsa continua in classifica. Brindisi era riuscita comunque ad agganciare i playoff, entrando dal play-in e spingendosi fino a gara-5 contro Rimini, dove però il cammino si era fermato. Un risultato comunque positivo, considerando le difficoltà incontrate lungo la strada.
La stagione 2025/26 ha riproposto dinamiche simili. La Valtur ha lottato per gran parte del campionato tra le protagoniste della Serie A2, ma nel finale di regular season ha accusato un calo evidente, incassando sconfitte pesanti contro Fortitudo Bologna e Pistoia. Il ko interno contro la Fortitudo, in particolare, aveva lasciato il segno: 71-81 al PalaPentassuglia, con Bucchi costretto ad ammettere i limiti dei suoi americani in una serata difficile. Poi la sconfitta a Pistoia, dove Brindisi era riuscita a portarsi addirittura sul +1 prima di cedere nel finale per mancanza di freddezza, come sottolineato dallo stesso allenatore bolognese.
Ultime notizie sul dopo-Bucchi: Brienza il nome caldo
Le ultime notizie dal fronte societario brindisino parlano già di futuro. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Nicola Brienza, tecnico con un curriculum di tutto rispetto in fatto di promozioni dalla A2 alla A: nel 2023 aveva portato Pistoia in massima serie, nel 2025 aveva fatto lo stesso con Cantù prima di essere esonerato a gennaio. Un profilo che risponde esattamente alle esigenze di Brindisi, che cerca un allenatore capace di compiere quel salto di categoria che con Bucchi non è arrivato.
La situazione, però, è intrecciata con un effetto domino che coinvolge altri club. Secondo le ultime indiscrezioni, Brienza potrebbe finire a Scafati nel caso in cui Vitucci lasciasse i campani per approdare in Brianza, magari al fianco di Simone Giofrè, altra figura ben nota nell’ambiente brindisino. Un puzzle di mercato tutto da definire, con Brindisi che dovrà muoversi con rapidità per non restare senza guida tecnica in un momento cruciale della programmazione estiva.
Più defilata, invece, la pista che porta a Massimo Cancellieri. Il tecnico abruzzese, che aveva guidato Trento a un finale di stagione straordinario — con tanto di vittoria sull’Olimpia Milano — ha attirato l’interesse di club esteri, tra cui squadre di Turchia, Grecia e Spagna. La sua candidatura per Brindisi, inizialmente accreditata, sembra dunque essersi raffreddata.
Quel che è certo è che Brindisi si trova di fronte a un bivio importante. Due anni di Serie A2, due tentativi di promozione falliti, e ora la necessità di ripartire con un progetto tecnico credibile. Piero Bucchi lascia con la dignità di chi ha onorato ogni impegno preso, ma anche con il rimpianto di non aver potuto regalare alla città pugliese il ritorno nel massimo campionato che tutti attendevano.