Luka Modrić
Aggiornato Gio 11 Giu 2026 alle 00:01Il futuro di Luka Modric al Milan è diventato il tema dominante dell’estate rossonera, con un epilogo che sembra ormai orientarsi verso l’addio. Le ultime notizie raccontano di un centrocampista croato che attende segnali concreti da una società in piena transizione, mentre il tempo stringe e le certezze scarseggiano.
Modric aspetta una chiamata che non arriva
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, Modric non avrebbe chiuso completamente la porta alla permanenza in rossonero, ma starebbe aspettando una presa di posizione chiara da parte della proprietà. Il problema principale non è tanto la volontà di restare o partire, quanto l’assenza totale di certezze: non sono ancora chiari gli assetti dell’area sportiva, chi guiderà tecnicamente la squadra e quale direzione intende prendere il club. In questo contesto di vuoto decisionale, uno dei pochi a muoversi concretamente sarebbe stato Zlatan Ibrahimović, che avrebbe contattato più volte il giocatore per illustrargli il progetto. Non abbastanza, però, per convincere un campione abituato a lavorare con strutture solide e obiettivi definiti.
Il quadro si è complicato ulteriormente dopo una stagione deludente, culminata con l’ottavo posto in campionato e la mancata qualificazione alle competizioni europee. A pesare anche gli addii di Massimiliano Allegri e del direttore sportivo Igli Tare, due figure con cui Modric aveva costruito un rapporto di fiducia. Proprio Allegri era stato, per mesi, uno dei principali sostenitori del rinnovo del croato, avendo addirittura posto la sua conferma tra le condizioni per la propria permanenza in panchina. Con l’allenatore toscano fuori dai giochi, anche quella spinta è venuta meno.
Più passano i giorni senza indicazioni concrete, più cresce la possibilità che Modric scelga di chiudere la sua esperienza milanista, portando via da Casa Milan anche quel Pallone d’Oro del 2018 che era stato esposto al Museo Mondo Milan come gesto simbolico di appartenenza ai colori rossoneri.
Una stagione tra alti e bassi, con il Mondiale sullo sfondo
La stagione appena conclusa ha raccontato comunque un Modric capace di incidere quando chiamato in causa. A febbraio aveva firmato il gol decisivo nella vittoria per 2-1 a Pisa, risultato che aveva blindato temporaneamente il secondo posto in classifica. A settembre, contro il Bologna, aveva scritto una pagina di storia segnando a 40 anni compiuti e diventando il centrocampista più anziano di sempre a segnare in Serie A, superando il record di Nils Liedholm che resisteva dal 1961. Un primato che lo aveva inserito nell’élite assoluta dei “senatori” del campionato italiano, in compagnia di nomi come Ibrahimović, Costacurta, Piola e Totti.
Il percorso stagionale era stato però interrotto bruscamente ad aprile, quando uno scontro con Manuel Locatelli durante Milan-Juventus gli aveva procurato una frattura complessa pluriframmentaria dello zigomo sinistro, che aveva richiesto un intervento chirurgico. Nonostante questo, Modric aveva dimostrato una volta di più il suo carattere: poche settimane dopo l’operazione era già pronto a tornare in campo con una maschera protettiva, e a maggio aveva dichiarato di sentirsi bene fisicamente e di voler aiutare la squadra nelle ultime partite di campionato.
Sullo sfondo di tutto c’è il Mondiale con la Croazia, obiettivo che Modric aveva indicato fin dal giorno della presentazione al Milan come traguardo fondamentale. Il croato avrebbe voluto arrivare alla competizione con il proprio futuro già definito, ma così non è stato. Che si tratti dell’ultimo ballo di una carriera straordinaria o di un trampolino verso un’altra stagione, lo si capirà solo nelle prossime settimane.
Un’avventura iniziata con grandi ambizioni
Vale la pena ricordare come era cominciata questa storia. Nell’estate del 2025, dopo il lungo addio al Real Madrid, Modric aveva scelto il Milan con convinzione, rifiutando altre offerte. “Da bambino guardavo molto la Serie A e il Milan era la mia squadra preferita, anche perché c’era il mio idolo Zvonimir Boban”, aveva spiegato al momento della presentazione. Un sogno d’infanzia realizzato, accompagnato da parole chiare sull’ambizione: “Il Milan non può accontentarsi della mediocrità”, aveva dichiarato, fissando come obiettivo minimo la qualificazione in Champions League e come traguardo ideale la vittoria di trofei.
Quella stagione aveva portato delusioni sul piano dei risultati collettivi, ma Modric aveva comunque lasciato il segno, diventando rapidamente un punto di riferimento nello spogliatoio e in campo. Il suo impatto era stato tale da convincere tutti — società, allenatore e compagni — a spingere per il rinnovo. Il contratto prevedeva un’opzione per un ulteriore anno fino al 30 giugno 2027, che il giocatore avrebbe potuto attivare dopo il Mondiale. Ora, però, il contesto è radicalmente cambiato, e quella clausola rischia di restare lettera morta.
Le ultime notizie su Modric dipingono un uomo che non ha fretta di decidere, ma che ha bisogno di certezze per farlo. In un Milan che sta ancora cercando la propria identità dopo una stagione da dimenticare, quelle certezze tardano ad arrivare. E il tempo, come sempre nel calcio, non aspetta nessuno.