Los Angeles Lakers

Aggiornato Dom 17 Mag 2026 alle 07:36

La stagione dei Los Angeles Lakers si è conclusa con l’eliminazione ai playoff per mano degli Oklahoma City Thunder, ma il percorso che ha portato la franchigia gialloviola fino a questo punto è stato ricco di colpi di scena, infortuni e momenti di grande basket. Le ultime notizie sui Lakers raccontano una squadra che ha lottato fino in fondo, trascinata da un LeBron James semplicemente immortale e da un Luka Doncic mai davvero al meglio della condizione.

L’eliminazione per mano di OKC e il difficile cammino nei playoff

Le ultime notizie sui Lakers parlano chiaro: la serie contro gli Oklahoma City Thunder si è rivelata proibitiva fin dal primo momento. In Gara 2, i gialloviola sono stati travolti 125-107, scivolando sotto 0-2 nella serie. Chet Holmgren e Shai Gilgeous-Alexander hanno dominato con 22 punti a testa, confermando OKC come una squadra di un altro pianeta: sei vittorie e zero sconfitte nei playoff fino a quel momento. Nonostante i 31 punti di Austin Reaves e i 23 di LeBron James, i Lakers non hanno trovato le risorse per competere con i campioni in carica.

Ma prima di scontrarsi con OKC, i Lakers avevano già vissuto un’avventura playoff tutt’altro che semplice contro gli Houston Rockets. Partiti con un rassicurante 3-0, i gialloviola si sono fatti rimontare fino al 3-2, con Houston che sognava l’impresa storica di ribaltare uno svantaggio mai recuperato in tutta la storia NBA. La rimonta dei Rockets ha messo in evidenza tutte le fragilità di una squadra privata di Luka Doncic per gran parte della serie e costretta a fare affidamento quasi esclusivamente su LeBron James e su un Reaves rientrato dall’infortunio. Jabari Smith Jr. e Tari Eason avevano trascinato Houston alla vittoria in Gara 5 (99-93), con i Lakers incapaci di chiudere i conti nonostante i 25 punti di LBJ.

Il primo atto della serie contro Houston aveva invece sorriso ai Lakers grazie a un eroe inatteso: Luke Kennard, autore di 27 punti, il suo massimo in carriera nei playoff. Con Doncic e Reaves entrambi ai box, era stato proprio il contributo collettivo a fare la differenza nel successo 107-98. «È questo che deve essere: un lavoro di squadra», aveva commentato LeBron James, alla sua 19esima stagione di playoff NBA.

LeBron James: una stagione da leggenda nonostante tutto

Al di là dei risultati di squadra, la stagione dei Lakers è stata inevitabilmente segnata dalle imprese personali di King James. A 41 anni suonati, LBJ ha continuato a riscrivere i libri di storia. A febbraio aveva fatto registrare la tripla doppia più anziana di sempre nella storia NBA: 28 punti, 10 assist e 12 rimbalzi nella vittoria per 124-104 sui Dallas Mavericks, un primato che si aggiunge alla collezione sterminata di record del numero 23. La tripla doppia record di LeBron aveva fatto il giro del mondo, confermando come James sia ancora oggi un giocatore capace di incidere ad altissimo livello.

A dicembre, invece, aveva fatto parlare di sé per un gesto di puro altruismo: nella vittoria a Toronto, LBJ aveva preferito servire Rui Hachimura per la tripla decisiva piuttosto che tentare il tiro in prima persona, interrompendo volontariamente la sua incredibile striscia di 1297 partite consecutive con almeno 10 punti a referto. Una striscia iniziata il 6 gennaio 2007, di gran lunga la più lunga nella storia NBA, davanti a Michael Jordan (866 partite) e Kareem Abdul-Jabbar (787). «Bisogna sempre fare la giocata giusta. È il mio modus operandi», aveva spiegato James con la consueta lucidità.

Non è mancata nemmeno la convocazione all’All Star Game 2026, la 22esima consecutiva per LeBron: un record assoluto nella storia della lega, ennesima testimonianza di una longevità sportiva senza precedenti. James aveva commentato con emozione: «Poter essere un All-Star significa molto per la mia famiglia, per le persone che hanno seguito la mia carriera».

Il nodo Doncic e le difficoltà della stagione regolare

Se LeBron ha rappresentato la continuità, Luka Doncic è stato il grande punto interrogativo dell’intera annata gialloviola. Lo sloveno, arrivato a Los Angeles con l’obiettivo dichiarato di vincere il suo primo anello NBA, ha dovuto fare i conti con una serie di problemi fisici che ne hanno condizionato pesantemente il rendimento. L’infortunio alla gamba sinistra patito a inizio aprile contro OKC lo ha tenuto fuori per gran parte dei playoff, privando i Lakers del loro principale terminale offensivo nei momenti decisivi.

Quando in salute, Doncic aveva però mostrato lampi del suo immenso talento: 60 punti contro Miami a marzo, 41 punti contro Milwaukee a novembre, una tripla doppia da 31 punti, 15 rimbalzi e 11 assist contro Philadelphia. Le tensioni con coach JJ Redick avevano fatto discutere a marzo, con un video diventato virale che mostrava un acceso scambio di battute tra i due durante una partita contro Golden State. Redick aveva minimizzato: «Io e lui abbiamo un ottimo rapporto. Queste cose accadono molto spesso». Ma la sensazione di una squadra che non aveva mai trovato il suo equilibrio definitivo era rimasta per tutta la stagione.

In definitiva, la stagione dei Lakers si chiude con tante domande aperte. La franchigia, recentemente acquisita dal nuovo proprietario Mark Walter per una valutazione di 10 miliardi di dollari, dovrà ora pianificare la prossima offseason con l’obiettivo di costruire una squadra più solida e meno dipendente dalla condizione fisica dei suoi due leader. LeBron James, a 41 anni, ha dimostrato ancora una volta di poter competere ai massimi livelli. La domanda è per quanto ancora.