Giovanni Di Lorenzo
Aggiornato Gio 22 Ott 2026 alle 12:31Tra le ultime notizie che hanno riguardato Giovanni Di Lorenzo, la più pesante resta l’infortunio del 31 gennaio 2026. Il capitano del Napoli si è fermato nella sfida con la Fiorentina, poi vinta 2-1 dagli azzurri. Questa pagina di news ripercorre quel momento e le sue conseguenze sul mercato. Ricorda anche il percorso che ha fatto del terzino uno dei volti più riconoscibili del club.
Lo stop contro la Fiorentina e la preoccupazione di Conte
Dopo circa mezz’ora di gioco Di Lorenzo è rimasto a terra per una torsione innaturale del ginocchio sinistro. È uscito in barella e in lacrime, mentre i compagni, scossi dalla scena, assistevano al momento più difficile di una serata comunque vincente. Gli esami strumentali avrebbero dovuto chiarire l’entità del problema, ma già a fine partita il quadro appariva piuttosto cupo.
Antonio Conte ha parlato apertamente della possibilità di un grave problema al ginocchio: «Probabilmente si parla di una rottura del ginocchio, ne paga le conseguenze il Napoli e anche la Nazionale. Mi dispiace tanto per il ragazzo perché per certi versi ti senti colpevole a farli giocare sempre». Le prime ricostruzioni parlavano del timore di una rottura del legamento crociato. Un infortunio simile avrebbe avuto effetti anche sull’Italia, perché in quei giorni gli spareggi per il Mondiale erano considerati a forte rischio senza il difensore.
Il tecnico ha poi allargato il discorso al mercato e alla tutela dei calciatori. Ha ricordato che il club aveva 240 milioni in cassa ma il mercato bloccato, e si è detto «incazzato». Ha anche invitato il calcio a occuparsi di più dei giocatori, i veri protagonisti dello sport, e meno di novità come le partite in Australia o in Arabia Saudita.
Il mercato del Napoli alla ricerca di un sostituto
L’infortunio ha subito spinto la dirigenza a muoversi. Secondo Sky Sport, il primo nome sulla lista era Gabriele Zappa, classe 1999 del Cagliari, con venti presenze in Serie A e tre assist. Può giocare sia da braccetto sia da esterno e piaceva anche alla Fiorentina, ma il Napoli era in netto vantaggio.
Il direttore sportivo Giovanni Manna aveva però annotato altre tre alternative. Si trattava di Ignace Van der Brempt del Como, 22 anni, dell’ex Milan Davide Calabria, oggi al Panathinaikos, e di Timothy Castagne, ex Atalanta e allora al Fulham. Nelle cronache di mercato dell’epoca il Napoli lavorava anche a un colpo in attacco, Alisson Santos dello Sporting Lisbona, atteso in Italia per le visite mediche. L’obiettivo era un contratto fino al 2031.
Un capitano cresciuto fino allo scudetto
La portata dell’infortunio si capisce meglio guardando il ruolo di Di Lorenzo negli ultimi anni. Nell’estate 2024 il suo futuro era in bilico. Il suo agente, Mario Giuffredi, parlava di una mancanza di fiducia da parte della società e di un ciclo ormai chiuso. Inter e Juventus erano sullo sfondo, mentre il Napoli ribadiva con un comunicato che il giocatore era incedibile e che aveva ancora un lungo contratto.
La situazione si è ricomposta con l’arrivo di Conte. A luglio 2024 il capitano ha spiegato di essere rimasto perché voleva restare a Napoli. Ha aggiunto di sapere che con Conte molte dinamiche della stagione precedente non si sarebbero ripetute. Il risultato è stato lo scudetto del 2025, il secondo vinto da capitano. Dopo il titolo Di Lorenzo ha dato il merito soprattutto all’allenatore: «Napoli e noi avevamo bisogno di lui per tornare a questi livelli». Poco prima aveva parlato del legame con la città, dove ha comprato casa e dove le figlie sono «napoletane a tutti gli effetti», e del murales a lui dedicato.
La stagione successiva ha avuto anche momenti difficili. A settembre 2025, nell’esordio di Champions League a Manchester, Di Lorenzo è stato espulso dopo una ventina di minuti per un intervento su Haaland. Il Napoli è rimasto in dieci e ha perso 2-0 contro il City. A ottobre il club è intervenuto con fermezza contro le parole dell’ex arbitro Mauro Bergonzi, che dopo Napoli-Inter aveva definito antisportivo il suo comportamento nell’episodio del rigore. La società ha parlato di un «calciatore esemplare» e di un «nostro capitano» di cui non si può mettere in dubbio l’integrità. Anche Giuffredi ha difeso il suo assistito, citandolo come esempio di lealtà sportiva, e la polemica su Napoli-Inter è proseguita per giorni.
Cosa resta da seguire
Le novità sul recupero di Di Lorenzo sono ancora tra i temi più osservati dai tifosi. Dalle informazioni disponibili non emergono dettagli sul decorso dopo gli accertamenti di febbraio. Resta però chiaro il peso della sua assenza, tecnica e simbolica. Il Napoli ha dovuto cercare in fretta un’alternativa sulla fascia destra, e la Nazionale ha dovuto fare i conti con un’assenza pesante in un momento delicato. La carriera di Di Lorenzo, passata da un’estate di tensioni al titolo da capitano, resta uno dei fili più importanti della storia recente azzurra.