Gabriele Gravina
Aggiornato Dom 12 Apr 2026 alle 14:10Le ultime notizie su Gabriele Gravina restituiscono l’immagine di un dirigente che ha attraversato mesi intensissimi, tra lutti, sfide sportive e responsabilità crescenti a livello europeo. Il presidente della FIGC ha dovuto fare i conti con la scomparsa di Rocco Commisso, la corsa ai Mondiali 2026 attraverso i playoff e il delicato tema degli stadi in vista di Euro 2032. Un periodo che ha messo alla prova la sua leadership su più fronti contemporaneamente.
L’addio a Commisso e il cordoglio del calcio italiano
Il gennaio 2026 si è aperto con una notizia dolorosa per il calcio italiano: la scomparsa di Rocco Commisso, patron della Fiorentina, avvenuta negli Stati Uniti all’età di 76 anni. Gravina è stato tra i primi a esprimere il proprio cordoglio, con parole che vanno ben oltre il protocollo istituzionale. “Rocco Commisso ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano, lo ricorderemo sempre per il suo entusiasmo e per la sua visione”, ha dichiarato il presidente federale, sottolineando anche il legame personale che lo univa all’imprenditore italoamericano: “Non mi ha mai fatto mancare la sua condivisione e la sua amicizia”. La FIGC ha disposto un minuto di raccoglimento prima di tutte le gare del fine settimana organizzate dalle leghe professionistiche, un gesto simbolico che ha coinvolto l’intero movimento calcistico nazionale.
Commisso, che aveva preso le redini della Fiorentina nel 2019, aveva lasciato un’eredità tangibile con il Rocco B. Commisso Viola Park di Bagno a Ripoli, inaugurato nel 2023. Durante la sua presidenza, il club viola aveva disputato due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia, costruendo un percorso europeo di tutto rispetto pur senza conquistare trofei.
Italia ai playoff Mondiali: Gravina non cerca scorciatoie
Sul fronte della Nazionale italiana, le ultime notizie raccontano di un cammino tortuoso verso i Mondiali 2026. Dopo una qualificazione mancata in modo diretto, l’Italia si è ritrovata a dover passare per i playoff di marzo, con la semifinale casalinga del 26 marzo contro l’Irlanda del Nord e l’eventuale finale in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia Erzegovina. Gravina, nel corso del Consiglio federale di novembre 2025, aveva escluso categoricamente qualsiasi modifica al calendario della Serie A in vista degli spareggi: “Non dobbiamo cercare scorciatoie o strade alternative, per me la possibilità di rinviare la giornata di Serie A a ridosso dei playoff non è percorribile”.
Il percorso che ha portato a questa situazione era stato segnato da momenti difficili. La pesante sconfitta in Norvegia nell’estate 2025 aveva messo in discussione la posizione di Luciano Spalletti, con Gravina che non aveva blindato il tecnico: “Resterà? Non posso dirlo, dobbiamo trovare la miglior soluzione per rilanciarci”. Dopo l’esonero di Spalletti, la FIGC aveva tentato di affidare la panchina a Claudio Ranieri, che però aveva declinato l’offerta preferendo concentrarsi sul suo ruolo dirigenziale alla Roma. La scelta era infine ricaduta su Gennaro Gattuso, reduce dall’esperienza all’Hajduk Spalato. La ricerca del nuovo commissario tecnico aveva tenuto banco per settimane, con Gravina che aveva voluto prendersi tutto il tempo necessario per valutare non solo i nomi, ma anche i progetti tecnici.
Alla domanda sulle sue eventuali dimissioni in caso di mancata qualificazione al Mondiale, il presidente federale aveva risposto con fermezza: “Non c’è nessuna regola che lo dice. Il nostro è un organo democratico e la risposta alle elezioni del novembre 2024 è stata chiara”. Una risposta che riflette la solidità della sua posizione istituzionale, confermata anche dalla rielezione alla presidenza FIGC avvenuta nel febbraio 2025.
Gravina vicepresidente UEFA e il nodo Euro 2032
Sul piano internazionale, il 2025 aveva portato a Gravina un riconoscimento di grande prestigio: la nomina a primo vicepresidente della UEFA, avvenuta ad aprile durante il 49° Congresso Ordinario di Belgrado. Con 48 preferenze, il presidente della FIGC era risultato il secondo membro più votato del Comitato Esecutivo, un risultato che lui stesso aveva definito “una soddisfazione incredibile”. Il presidente UEFA Aleksander Ceferin aveva speso parole di grande stima: “Gabriele Gravina è un grande dirigente calcistico e una grande persona. Conto molto su di lui”.
Questo ruolo di primo piano in UEFA si intreccia con una delle questioni più spinose che il calcio italiano dovrà affrontare nei prossimi anni: la preparazione degli stadi per Euro 2032, che l’Italia co-organizzerà. La situazione di San Siro rimane critica: Gravina ha confermato che il Meazza “non risponde ai requisiti richiesti dalla UEFA per ospitare l’Europeo”, auspicando che la politica milanese, insieme a Inter e Milan, trovi una soluzione condivisa. Nel frattempo, Roma si candida con entusiasmo, potendo potenzialmente presentarsi con due impianti: lo Stadio Olimpico e il nuovo stadio della Roma. “Non posso pensare a Euro 2032 senza la città italiana più internazionale e aperta all’Europa”, aveva dichiarato Gravina, fotografando uno scenario in cui la capitale potrebbe diventare il cuore pulsante della manifestazione continentale.
Le novità che riguardano Gravina delineano dunque il profilo di un dirigente impegnato su più tavoli: la gestione emotiva del lutto per Commisso, la pressione sportiva dei playoff mondiali con Gattuso in panchina, e la costruzione di un’Italia calcistica all’altezza delle sfide europee future. Un equilibrio non semplice, che il presidente federale sembra affrontare con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto.