Austria
Aggiornato Lun 22 Giu 2026 alle 19:18Le ultime notizie sull’Austria raccontano una storia di grande fermento, che tocca sia il calcio internazionale che le vicende di club. Il filo conduttore più recente e rilevante riguarda la panchina del Milan e il futuro di Ralf Rangnick, il tecnico tedesco che ha guidato la nazionale austriaca in un ciclo straordinario.
Rangnick resta con l’Austria: il Milan deve ripartire da zero
La notizia più fresca e dirompente arriva dal fronte del calciomercato rossonero: Ralf Rangnick non sarà il prossimo allenatore del Milan. La Federcalcio austriaca ha ufficializzato il rinnovo del contratto del commissario tecnico fino agli Europei 2028, chiudendo definitivamente ogni spiraglio per un suo approdo in Serie A. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, dietro alla fumata nera ci sarebbe anche la stanchezza dello stesso Rangnick, che attendeva da tempo una risposta definitiva dal club rossonero. Il tecnico pretendeva carta bianca totale sull’area tecnica, condizione che Zlatan Ibrahimovic non era disposto ad accettare, geloso delle proprie prerogative decisionali.
Con Rangnick fuori dai giochi, il Milan accelera sulla ricerca di un nuovo allenatore. Il nome più caldo è quello di Oliver Glasner, tecnico austriaco reduce da un ciclo brillante al Crystal Palace, con cui ha conquistato FA Cup, Community Shield e Conference League. Glasner avrebbe già dato priorità al Milan rispetto ad altre destinazioni, e si parla persino di una bozza d’intesa per un contratto biennale. Restano vive anche le candidature di Matthias Jaissle e Ruben Amorim. Il nodo della panchina si intreccia con un possibile esodo di big: da Rafael Leao, il cui addio sembra ormai scontato, a Mike Maignan, corteggiato dal Chelsea, fino a Luka Modric, che ha fatto sapere di voler prima conoscere il nome del nuovo allenatore prima di decidere il proprio futuro.
La nazionale austriaca ai Mondiali 2026: un traguardo storico
Al di là delle vicende di mercato, le ultime news sull’Austria calcistica parlano di un traguardo storico: la qualificazione ai Mondiali 2026, la prima dopo ben sei edizioni consecutive di assenza dalla fase finale. La squadra di Rangnick ha staccato il biglietto per gli Stati Uniti, Canada e Messico grazie a un percorso di qualificazione solido, culminato con il pareggio per 1-1 in casa contro la Bosnia Erzegovina, con rete di Gregoritsch. Una serata europea di qualificazioni che ha visto festeggiare anche Spagna, Belgio, Svizzera e la sorprendente Scozia.
Tra i protagonisti del cammino austriaco spicca inevitabilmente Marko Arnautovic, bomber di razza e trascinatore della nazionale. L’ex attaccante dell’Inter, svincolatosi dal club nerazzurro nell’estate 2025 per poi accasarsi alla Stella Rossa, ha vissuto una fase di qualificazione da protagonista assoluto, segnando otto reti in sette partite — anche se quattro di esse sono arrivate contro San Marino. Proprio contro la piccola repubblica, l’Austria aveva firmato la vittoria più larga della propria storia, un netto 10-0 all’Ernst Happel Stadion di Vienna, con Arnautovic autore di una storica quaterna che lo ha reso il miglior marcatore di sempre della nazionale austriaca con 45 reti.
Curiose, in questo contesto, le dichiarazioni dello stesso Arnautovic rilasciate a ServusTV dopo la qualificazione mondiale: il centravanti aveva ammesso di discutere da anni con la moglie di un possibile ritiro. Parole che stridono con la sua continuità in campo e che avevano sollevato più di qualche perplessità, soprattutto tra i tifosi dell’Inter, che ricordano bene alcuni errori pesanti nella stagione 2024-2025, in particolare quelli contro la Lazio che contribuirono alla conquista dello scudetto da parte del Napoli.
Un ciclo costruito con pazienza: da Euro 2024 al Mondiale
Il percorso della nazionale austriaca negli ultimi anni è stato quello di una squadra in costante crescita. A Euro 2024 in Germania, la selezione di Rangnick aveva stupito tutti, chiudendo il Gruppo D al primo posto davanti a Francia e Olanda dopo una clamorosa vittoria per 3-2 sugli oranje. Un risultato che aveva fatto sognare i tifosi austriaci, prima che la Turchia di Vincenzo Montella ponesse fine all’avventura negli ottavi di finale con un 2-1 firmato dalla doppietta di Merih Demiral. Un’eliminazione amara, commentata con rammarico dallo stesso Arnautovic: «Abbiamo fatto 21 tiri verso la porta, andiamo a casa e mi dispiace perché non ce lo meritavamo».
Quella delusione è stata però metabolizzata in fretta, e il gruppo ha saputo ricompattarsi per centrare l’obiettivo Mondiale. Rangnick ha costruito nel tempo una squadra con un’identità tattica precisa, basata su pressing alto, organizzazione difensiva e verticalità offensiva — gli stessi principi che avrebbe voluto portare al Milan, e che ora Glasner potrebbe invece incarnare sulla panchina rossonera. Il calcio austriaco, insomma, continua a essere una fucina di idee e talenti, capace di influenzare non solo le competizioni internazionali ma anche le strategie dei grandi club europei.