L'attuale ct dell'Austria manterrà il suo ruolo fino al 2028, come confermato dalla Federcalcio locale: il Milan riflette sulle alternative.
Calciomercato Milan: Ralf Rangnick non sarà il prossimo allenatore rossonero. Notizia già nell’aria da qualche giorno, ma che sabato ha trovato una conferma ufficiale. L’attuale ct dell’Austria manterrà il suo ruolo fino al 2028, come confermato dalla Federcalcio locale in un comunicato. Una notizia che farà storcere il naso a qualcuno nell’ambiente del Diavolo, ma non a Zlatan Ibrahimovic che così manterrà la tanto desiderata “ultima parola” sulle decisioni di mercato che altrimenti non sarebbe stata garantita.
“Il ct Ralf Rangnick proseguirà il suo percorso con la Nazionale dell’Austria e resterà con la Federazione calcistica austriaca (ÖFB) almeno fino agli Europei 2028. Il rinnovo del suo contratto è giunto a compimento dopo molti mesi di intense e fiduciose conversazioni. Con questo accordo il futuro sportivo della nazionale è stato chiarito in vista dell’inizio dei Mondiali del 2026”, si legge nella nota.
Stando a quanto riportato dalla ‘Gazzetta dello Sport’, dietro alla fumata nera ci sarebbe anche la stanchezza dello stesso Rangnick, che si era stufato di aspettare una risposta definitiva da parte del club rossonero alle sue richieste. Il tecnico tedesco pretendeva carta bianca totale con il pieno controllo dell’area tecnica, senza ingerenze esterne: condizioni che non avevano convinto Ibrahimovic, da sempre restio a cedere il proprio peso specifico nelle decisioni strategiche del Diavolo. L’esitazione del Milan ha di fatto aperto la strada al rinnovo con la federazione austriaca, che nelle scorse settimane si era mostrata molto fiduciosa sulla permanenza del proprio ct.
Con Rangnick fuori dai giochi, il Milan deve ora accelerare sulla ricerca del nuovo allenatore ripartendo dalle alternative già sul tavolo. Il nome più caldo resta quello di Oliver Glasner, tecnico austriaco che ha guidato il Crystal Palace negli ultimi anni conquistando FA Cup, Community Shield e Conference League. Glasner avrebbe già dato priorità al Milan rispetto ad altre destinazioni e, secondo le indiscrezioni, esisterebbe persino una bozza d’intesa per un contratto biennale. Il suo calcio offensivo, basato sul pressing e sul gioco verticale, rappresenta una filosofia radicalmente diversa rispetto a quella di Massimiliano Allegri, esonerato al termine di una stagione culminata con la mancata qualificazione in Champions League.
Restano vive anche le candidature di Matthias Jaissle e Ruben Amorim. Per il primo sono previsti nuovi contatti per valutare l’uscita dall’Al Ahli, mentre il portoghese — senza squadra dopo essere stato esonerato dal Manchester United a inizio anno — è stato sondato direttamente dalla dirigenza rossonera. Nelle scorse settimane erano emersi anche i nomi di Alvaro Arbeloa e Mauricio Pochettino, ma entrambi sembrano al momento più defilati rispetto ai candidati principali.
Il nodo della panchina si intreccia inevitabilmente con quello del mercato, dove il Milan dovrà fare i conti con un possibile esodo di big. Da Rafael Leao, il cui addio sembra ormai scontato, a Mike Maignan, corteggiato con insistenza dal Chelsea, passando per Adrien Rabiot, Ruben Loftus-Cheek e Youssouf Fofana. Anche il futuro di Luka Modric resta in bilico: il centrocampista croato, impegnato con la sua nazionale al Mondiale, ha fatto sapere di voler prima capire chi siederà sulla panchina rossonera prima di decidere se esercitare l’opzione di rinnovo contrattuale o accettare un ruolo dirigenziale al Real Madrid. Un quadro complessivo che rende ancora più urgente, per RedBird, trovare risposte rapide e credibili alla guida tecnica del club.