Dopo averlo difeso nelle difficoltà, Toto Wolff continua a proteggere Kimi Antonelli anche ora che il bolognese guida il mondiale di Formula 1.
Andrea Kimi Antonelli è stato fin qui la grandissima rivelazione del 2026 per la Formula 1, vincendo consecutivamente le sue prime tre gare in carriera issandosi in testa al mondiale piloti e stabilendo una lunga serie di record di precocità. Una scommessa vinta per la Mercedes e soprattutto per Toto Wolff, che ha puntato forte sul bolognese da anni e lo ha anche difeso senza remore nei suoi momenti più difficili. Ma ora che il mondo intero ha iniziato a mettere prepotentemente sotto i riflettori il talento non ancora ventenne, il suo boss ha deciso di iniziare a proteggerlo.
“Kimi sta facendo un lavoro eccezionale. Tutto il riconoscimento che sta ricevendo è assolutamente meritato. Detto questo, però, dobbiamo mantenere il senso della misura. La Formula 1 non si basa sui singoli successi, ma sulla costanza di rendimento. E ora a lui serve il giusto spazio per continuare a crescere, scrivendo la sua storia senza fare i conti con troppe pressioni”, ha dichiarato Wolff in un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’ in cui ha inquadrato il momento magico di Antonelli.
Wolff, infatti, teme che i grandi elogi verso Antonelli possano tramutarsi in critiche nel caso in cui lui o la Mercedes siano chiamati ad affrontare maggiori problemi nelle settimane e nei mesi a venire. “Mi spaventa proprio questo. Kimi è giovane e carismatico, già adesso è una piccola, grande stella. Ma dopo un inizio davvero bellissimo potrebbero capitare dei momenti no. E non voglio che l’opinione pubblica si domandi che cosa succede e magari inizi a dire di essersi sbagliata sul suo conto. Vogliamo tutti che Antonelli diventi un grande della Formula 1, in Mercedes e non. Ma la sua carriera è solo all’inizio, dobbiamo trattarlo come un diamante grezzo”, ha aggiunto Wolff.
Un concetto che il team principal della Mercedes ha ribadito anche in altre occasioni, allargando il discorso al contesto mediatico italiano. “È importante in questo momento che Kimi mantenga i piedi per terra. In squadra lo sappiamo bene e anche i suoi genitori hanno avuto un ruolo fondamentale in questo senso. Ovviamente però il grande pubblico italiano ora è tutto concentrato su di lui. Si parla solo di Sinner-Antonelli, Antonelli-Sinner, sono loro le due superstar anche perché la Nazionale di calcio non si è qualificata per il Mondiale”, ha spiegato Wolff, che ha anche sottolineato come le richieste di media e sponsor siano diventate sempre più numerose e difficili da gestire. Il paragone con Jannik Sinner è ormai ricorrente: due giovanissimi fuoriclasse italiani che si trovano contemporaneamente al vertice dei rispettivi sport, in un momento in cui il calcio nazionale fatica a tenere accesa la passione del pubblico.
La preoccupazione di Wolff trova peraltro conferma nelle parole di Ezio Zermiani, storico inviato della Rai per la Formula 1, che in una recente intervista al Corriere della Sera ha tracciato un ritratto lucido e senza retorica del giovane pilota. “È molto giovane, forse anche troppo. A 19 anni non puoi avere tutte le caratteristiche necessarie che servono per domare una monoposto. Sicuramente ha talento. Fa errori di gioventù, è normale. Però ha un atteggiamento importante: quando sbaglia, impara e non ripete l’errore. Questa è la cosa fondamentale”, ha dichiarato il giornalista, che ha anche sottolineato come i paragoni con i grandi del passato siano difficilmente applicabili all’era moderna della Formula 1, dove le vetture valgono ormai il 70% del risultato finale.
Sul piano puramente sportivo, i numeri parlano chiaro. Antonelli guida il Mondiale con 100 punti all’attivo, venti in più del compagno di squadra George Russell, che ha faticato a tenere il passo del giovane bolognese soprattutto a Miami. Le tre pole position consecutive — un primato condiviso soltanto con Ayrton Senna e Michael Schumacher — raccontano di un pilota già capace di fare la differenza in qualifica, mentre le tre vittorie di fila dimostrano altrettanta solidità in gara. Non è un caso che l’ex pilota David Coulthard abbia già avvertito che la convivenza in Mercedes è destinata a farsi più tesa: “L’amicizia è finita, George ora sa che c’è una vera minaccia al titolo mondiale”.
A testimoniare la portata del fenomeno Antonelli ci sono anche i dati d’ascolto, che Sky Italia ha reso noti in occasione del rinnovo del suo accordo con la Formula 1 fino al 2032. La prima vittoria del pilota italiano al Gran Premio di Cina è stata seguita da 1,2 milioni di spettatori in diretta su Sky, con ulteriori 1,4 milioni che hanno scelto la differita su TV8. Numeri che hanno contribuito a un aumento complessivo degli ascolti del 25% rispetto all’inizio della stagione precedente: un segnale inequivocabile di come il talento di Antonelli stia trascinando l’intero movimento verso un pubblico sempre più vasto. Gestire tutto questo, per Toto Wolff, è forse la sfida più delicata di tutte.