"Il mio primo pass stampa me lo hanno consegnato per la 200 chilometri di Imola il 3 aprile del 1976" ricorda.
“Il mio primo pass stampa me lo hanno consegnato per la 200 chilometri di Imola il 3 aprile del 1976, quindi questo è il mio cinquantesimo anno”: mezzo secolo di competenza e passione per Paolo Beltramo che, ai microfoni di Sportal.it, ha aperto il libro dei ricordi in occasione della presentazione dell’Aprilia che prenderà parte al campionato del mondo delle MotoGp del 2026.
“Quest’anno le due moto italiane, Ducati e Aprilia, sono le due favorite, ma bisognerà stare attenti anche a Ktm e Honda, mentre per Yamaha bisognerà attendere un po’, a mio parere – ha aggiunto -. Piloti? Marc Marquez è naturalmente il favorito, perché è il campione del mondo e ha dimostrato di potere fare benissimo anche con la rossa di Borgo Panigale. Lo scorso anno, a titolo conquistato, è stato prudente dopo l’infortunio e quindi ha recuperato: il suo obiettivo è vincere il decimo Mondiale e cercherà di riuscirci”.
“Mi auguro che Pecco Bagnaia ritrovi la fiducia in sé stesso: è un grande pilota, tre Mondiali non si vincono per caso di sicuro. E poi a dare del filo da torcere a Marc Marquez ci saranno tanti altri italiani di qualità, come Marco Bezzecchi e Franco Morbidelli per fare due nomi. Attenzione anche a Jorge Martin, che avrà grande voglia di rivincita dopo un’annata davvero negativa. E l’Aprilia va davvero forte…”.
Lo spagnolo, che nel 2024 ha conquistato il titolo di campione del mondo della classe regina proprio davanti a Pecco Bagnaia, e poco prima di lasciare il Team Pramac (e la Ducati) per approdare in Aprilia, ha mostrato grande fiducia in vista di quello che per lui è una sorta di ‘anno zero’ con la casa di Noale.
“Adesso sto bene. Dopo un anno così duro, ovviamente c’è ancora più voglia di tornare – ha detto -. È stata una stagione difficile, in cui non sono riuscito a girare quanto avrei voluto. Per me era importante capire gli errori che abbiamo fatto. Alcune cose sono capitate per colpa nostra, altre no, ma sono successe comunque. L’importante era imparare, chiudere quella pagina e guardare avanti. Questo è stato davvero fondamentale”.
“È vero che avevo il numero 1, ma non sentivo che mi rappresentasse fino in fondo. Adesso con l’89 mi sento più a mio agio, mi rappresenta di più e mi dà anche più fiducia. L’obiettivo resta sempre lo stesso: tornare a vincere e ritrovare quelle splendide sensazioni” ha quindi sottolineato il fuoriclasse spagnolo.
Anche nel 2026 Martin dividerà il box con Bezzecchi, che nel campionato nello scorso anno ha brillato chiudendo al terzo posto nella classifica finale alle spalle dei fratelli Marquez, Marc e Alex. “Avere un compagno di squadra così tecnico come Marco al mio fianco è molto importante. Ti aiuta a crescere, a capire meglio il lavoro e ti spinge a migliorare continuamente. In un percorso di ritorno come questo, fa davvero la differenza”.