Jorge Martin alla riscossa: “Sto davvero bene e ho voglia di tornare”

Articolo di Aldo Seghedoni

Per lo spagnolo il 2026 è una sorta di anno zero con Aprilia.

Per Jorge Martin il 2026 è una sorta di anno zero con Aprilia. Nel 2025 gliene sono capitate di tutti i colori. Sportal.it lo ha intervistato in esclusiva in occasione della presentazione della nuova stagione della casa di Noale nel Motomondiale.

“Adesso sto bene, sto davvero bene – ha raccontato -. Ho lavorato tantissimo durante l’inverno, a un livello molto intenso, per tornare al 100%. Sto ancora lavorando su questo aspetto e sono molto contento di essere qui oggi, con questo nuovo progetto e questa nuova livrea. È un bel momento e c’è tanta positività”.

“Dopo un anno così duro, ovviamente c’è ancora più voglia di tornare – ha aggiunto il campione del mondo delle MotoGp del 2024 -. È stata una stagione difficile, in cui non sono riuscito a girare quanto avrei voluto. Per me era importante capire gli errori che abbiamo fatto. Alcune cose sono capitate per colpa nostra, altre no, ma sono successe comunque. L’importante era imparare, chiudere quella pagina e guardare avanti. Questo è stato davvero fondamentale”.

“È vero che avevo il numero 1, ma non sentivo che mi rappresentasse fino in fondo. Adesso con l’89 mi sento più a mio agio, mi rappresenta di più e mi dà anche più fiducia. L’obiettivo resta sempre lo stesso: tornare a vincere e ritrovare quelle splendide sensazioni” ha quindi sottolineato il fuoriclasse spagnolo.

Anche nel 2026 Martin dividerà il box con Bezzecchi, che nel campionato nello scorso anno ha brillato chiudendo al terzo posto nella classifica finale alle spalle dei fratelli Marquez, Marc e Alex. “Avere un compagno di squadra così tecnico come Marco al mio fianco è molto importante. Ti aiuta a crescere, a capire meglio il lavoro e ti spinge a migliorare continuamente. In un percorso di ritorno come questo, fa davvero la differenza”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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