Marco Simoncelli
Aggiornato Ven 23 Ott 2026 alle 08:14Sono passati quindici anni dal 23 ottobre 2011, quando sul circuito di Sepang, in Malesia, il motociclismo perse Marco Simoncelli. Nel giorno dell’anniversario il ricordo del Sic resta vivissimo. Tra le ultime notizie che lo riguardano ci sono le parole del padre Paolo, che in un’intervista a Fanpage ha ripercorso il dolore, la forza di andare avanti e il rapporto con Valentino Rossi.
Paolo Simoncelli: «Non abbiamo rimpianti»
Le ultime news sul Sic arrivano dalla famiglia. Paolo Simoncelli, oggi 76enne, è rimasto nel paddock come anima della SIC58 Squadra Corse, che in Moto3 schiera l’austriaco Leo Rammerstorfer e l’irlandese Casey O’Gorman. Nell’intervista a Fanpage ha parlato senza giri di parole di un lutto che «cambia la vita da un momento all’altro» e destabilizza.
Secondo Paolo, a lui e alla moglie ha dato un aiuto enorme la presenza di Martina, sorella di Marco. Li ha sostenuti anche la convinzione di aver fatto la cosa giusta continuando a vivere nel mondo delle moto. «Noi non abbiamo rimpianti, rimpianti veri», ha spiegato, ricordando di essere andato «a elemosinare» per trovare i soldi necessari a far correre il figlio. Marco, dice, è morto facendo ciò che voleva più di ogni altra cosa, ed era felice. Questa consapevolezza è stata la loro forza.
Una linea coerente con quanto Paolo aveva raccontato in passato. Nel 2021, a quasi dieci anni dalla scomparsa, aveva parlato del dolore sempre grande davanti all’anniversario. Aveva ricordato l’impegno con la Fondazione e la Squadra corse e il «silenzio assordante» del paddock di Sepang. Aveva ricordato anche l’abbraccio con Dani Pedrosa, uno dei rivali più accesi di Marco, gesto che ancora oggi si ripete quando i due si incontrano.
Il legame con Valentino Rossi
La parte che ha toccato di più gli appassionati riguarda Valentino Rossi. Paolo Simoncelli ha raccontato che tra il Sic e il Dottore il rapporto è sempre andato oltre la pista: allenamenti, sfide e un’amicizia profonda che non si è spenta nemmeno dopo la tragedia. «Marco lo considerava un amico, gli voleva bene», ha detto. Ha aggiunto che quanto accaduto, e il modo in cui è accaduto, è stato difficile anche per Rossi, perché «la vita è strana» e le coincidenze a volte sono incredibili.
Di qui la confidenza che ha commosso molti: ogni tanto i due si sentono, si vedono, si abbracciano, e Valentino gli dice che qualche volta sogna Marco. «Capita anche a me, è una cosa normale», ha risposto Paolo. Secondo lui, anche quando i due divennero rivali in MotoGP e qualche commento di troppo accompagnò la sfida, il rispetto reciproco non è mai mancato.
Il racconto torna spesso alla pista da cross della Cava, quella originale. Lì Marco, secondo il padre, imparò tantissimo: all’inizio le prendeva, ma nel giro di due o tre volte arrivava a lottare con i primi. Poi, a volte, lui e Vale si battevano «all’ultimo sangue», divertendosi entrambi. Paolo le considera ancora oggi tra le pagine più belle della loro vita sportiva.
Anche Rossi, del resto, non ha mai nascosto il peso di quel giorno. Nel 2025, ospite del podcast di Giacomo Poretti, aveva definito la morte di Simoncelli «uno shock» perché aveva perso un amico. Ricordava inoltre di essere stato parte dell’incidente fatale: tra i 22 piloti in pista fu proprio lui a colpirlo. Nonostante tutto non pensò di smettere. Dopo un esame di coscienza capì di non aver potuto evitare quella fatalità, e gli restò il rammarico di aver perso «un grande amico». Anche la fidanzata di allora, Kate Fretti, nel 2021 aveva definito il loro un legame tra «amici veri».
Cosa resta di Marco quindici anni dopo
Il tempo non ha scalfito l’affetto per il ragazzo di Coriano, nato a Cattolica il 20 gennaio 1987. Era diventato campione del mondo della classe 250 nel 2008 con la Gilera. Poi era passato in MotoGP con il team Gresini, tra critiche per la sua irruenza, soprattutto da parte di alcuni colleghi spagnoli. Aveva risposto con il sorriso e con il primo podio nella classe regina, a Brno. Quel 23 ottobre, poche ore prima del Gran Premio, aveva registrato un video per i tifosi, pieno di fiducia e di voglia di riscatto.
I funerali, il 27 ottobre 2011 a Coriano, richiamarono oltre 25mila persone. Per volontà dei genitori, tutti provarono a ricordarlo con il sorriso, come Marco avrebbe voluto. Lo stesso spirito si ritrova ogni anno nei messaggi di MotoGP, Milan e Fondazione Marco Simoncelli, che nel 2023 aveva citato Vasco Rossi con «Siamo solo noi». La MotoGP lo ricordò con un messaggio che ne riassumeva l’essenza: «Grandi capelli, grande personalità, grande potenziale».
Un potenziale che, come ripete Paolo, non ha avuto il tempo di esprimersi. Marco era entusiasta della crescita della cilindrata in MotoGP e si trovava bene con la moto. Il padre immagina ancora duelli divertenti con Marquez. Oggi, tra le novità del paddock e il lavoro della SIC58 con i giovani della Moto3, il nome del Sic continua a viaggiare in pista, nelle foto e nei racconti di chi lo ha conosciuto.