“Rispetto allo scorso anno l’approccio è diverso. Prima pensavo di dare tutto, mentre adesso sto realmente cercando di farlo"
Nella Sprint Race del Gran Premio di Catalogna, appuntamento del Mondiale MotoGP 2026 andato in scena a Barcellona, Pecco Bagnaia ha chiuso al sesto posto al termine di una gara in rimonta. Il pilota della Ducati ufficiale, scattato dalla tredicesima posizione dopo qualifiche difficili, è riuscito a recuperare terreno in una Sprint dominata da Alex Márquez con la Ducati Gresini, davanti a Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio.
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Bagnaia ha fatto il punto sul momento della squadra e sulle sensazioni in sella alla Desmosedici: “Rispetto allo scorso anno l’approccio è diverso. Prima pensavo di dare tutto, mentre adesso sto realmente cercando di farlo. Abbiamo iniziato la stagione con qualche problema perché questa moto è ancora complicata da interpretare. Al momento non abbiamo trovato un set-up base efficace in ogni circuito. Di Giannantonio ci è riuscito ed è infatti costantemente nelle posizioni di vertice. Anche oggi, però, abbiamo compiuto un passo avanti”.
Il campione piemontese ha evidenziato come la gestione degli pneumatici abbia avuto un ruolo importante nella Sprint catalana: “Non è stata una gara semplice, soprattutto per il degrado delle gomme. Nonostante questo siamo riusciti a mantenere un buon ritmo fino alla fine e continuiamo a lavorare nella direzione giusta. Il nostro potenziale è superiore a quanto mostrato finora”.
Bagnaia ha poi spiegato quali siano le principali criticità della sua Ducati in questo momento: “Il problema principale del weekend è stato il grip con gomme nuove. Con pneumatici usati riesco a essere competitivo, mentre all’inizio faccio fatica a trovare trazione e velocità. Perdo molto soprattutto nelle curve 5, 9 e 14. Stiamo cercando soluzioni per rendere la moto più efficace e avvicinarci al rendimento degli altri piloti Ducati”.
Infine, il due volte iridato ha sottolineato un aspetto che potrebbe fare la differenza nelle gare più lunghe: “Uno dei miei punti di forza è la capacità di preservare maggiormente la gomma anteriore, e su questa pista può essere un vantaggio importante. Il consumo della posteriore dipende molto da quanto si forza nei primi giri. Se riesco a gestire la fase iniziale, poi nella seconda parte di gara posso aumentare il ritmo e recuperare posizioni. A Le Mans il problema principale è stata la partenza. Continuiamo a lavorare e sono convinto che torneremo presto davanti”.