MotoGp, a Phillip Island non si corre: cos’è successo

Articolo di Aldo Seghedoni

Enorme delusione per i tifosi australiani: sarebbe stata l'ultima volta in MotoGp dato che dall'anno prossimo si correrà ad Adelaide.

Enorme delusione per i tifosi australiani giunti a Phillip Island per la MotoGp: la gara non si correrà. Sarebbe stata l’ultima volta in MotoGp dato che dall’anno prossimo si correrà ad Adelaide ma i fan non hanno avuto modo di godersi l’ultimo ballo.

A causa della visibilità ridotta che impedisce all’elicottero dei medici di volare, l’organizzazione ha deciso di annullare la gara. Non correranno neanche Moto2 e Moto3. I piloti sono scesi comunque in pista alle 5:45 ora italiana per un giro di saluto dietro alla safety car, poi si sono fermati sul rettilineo d’arrivo per salutare i tifosi. Hanno dato così l’addio a Phillip Island che uscirà dal calendario iridato.

Tra i piloti più delusi c’è ovviamente Jack Miller, che si è congedato lanciando guanti e stivali ai tifosi presenti: “Voi tifosi siete stati fantastici in tutti questi anni, quindi posso solo ringraziarvi a nome mio e di tutti gli altri piloti per essere stati qui in questo weekend – ha detto poi ai canali ufficiali della MotoGp -. È stato bello essere qui anche con tutte le altre leggende”.

“Sono qui da quando ero un ragazzino ed è stato bellissimo essere qui e fare questa esperienza. Mi dispiace non essere in pista davanti a voi e mi dà veramente fastidio non essere sceso in pista per davvero quest’oggi” ha concluso il pilota australiano.

Molto emozionato anche Fabio Di Giannantonio: “Ero contentissimo per il podio di ieri e mi piace molto questa pista, ho fatto il giro con la lacrimuccia. Vedere tutta questa gente è sempre stupendo, è un peccato salutarci così ma la sicurezza è al primo posto. È comunque spettacolare vedere tutta questa gente e la passione che ha: magari da casa non si vede ma c’è un tempaccio ed è comunque tutto pienissimo. È un peccato, ma allo stesso tempo è bellissimo aver corso qua”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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