Mandalika non ha mai regalato soddisfazioni al numero 93, che però può contare... su un vecchio detto spagnolo.
Il momento di forma è di quelli esaltanti, la rimonta iridata è ormai quasi completata e la vetta della classifica dista appena due lunghezze da Jorge Martin. Eppure, la marcia di Marc Marquez verso il finale di stagione si appresta ad attraversare uno degli ostacoli psicologici più ostici del calendario: il circuito di Mandalika.
Se i recenti risultati positivi hanno restituito alla Ducati un Marquez in piena fiducia, la tappa dell’Indonesia porta con sé una vera e propria maledizione personale. Il bilancio del pilota spagnolo sul tracciato indonesiano è infatti privo di risultati positivi, con quattro partecipazioni e zero bandiere a scacchi viste sotto il traguardo.
Tutto ha avuto inizio nel 2022, quando una tremenda caduta durante il warm-up gli aveva procurato una commozione cerebrale tale da impedirgli di prendere il via alla gara domenicale. L’anno successivo, nel 2023, è arrivata un’altra scivolata nelle prime fasi di corsa a spegnere ogni speranza.
Nemmeno il passaggio in Ducati nel 2024 è servito a spezzare l’incantesimo, con una noia meccanica al motore che lo aveva costretto alla resa tra le fiamme. Infine, nel 2025, è stato un contatto ravvicinato con Marco Bezzecchi a provocare la caduta che lo aveva tagliato fuori dai giochi mentre lottava per le posizioni di testa.
Per conquistare un titolo mondiale serve però superare anche i fantasmi del passato, e il campione di Cervera lo sa bene. Se la statistica di Mandalika recita quattro zeri su quattro, Marquez può aggrapparsi a un celebre proverbio spagnolo secondo cui “no hay quinto malo” (non c’è un quinto male), una massima tradizionale nata per indicare che la quinta opportunità porta sempre con sé il riscatto e la svolta positiva.
La sfida in Indonesia non sarà quindi solo una questione di punti nella caldissima lotta con Martin, ma una vera prova di forza per sfatare una volta per tutte questo tabù.