Carlo Pernat: “La malattia mi ha cambiato la vita”

Articolo di Martino Davidi

Il manager della MotoGP ha parlato dei suoi problemi di salute che lo hanno costretto a stare lontano dai circuiti

Il manager della MotoGP Carlo Pernat in una intervista a Fanpage.it ha raccontato come è cambiata la sua vita nell’ultimo periodo a causa dell’enfisema polmonare: “Quell’enfisema mi ha un po’ cambiato la vita: non il cervello, non la testa, non la voglia, non la capacità. Però è chiaro che la quotidianità è diversa. Non posso prendere aerei, non posso muovermi tanto. Ho una bombola a casa, sono obbligato a tenerla: prima la usavo, adesso fortunatamente no. Il lavoro però continua: lo faccio da casa e vado avanti finché ho cartucce da sparare”.

“Non posso più fare il manager “da paddock”, perché quello è un lavoro che richiede presenza costante, ma posso comunque restare dentro questo mondo. Collaboro con Sky, GPone, Radio24… insomma, le cose da fare non mancano. Certo, stare a casa non è come vivere in movimento. Io per 46 anni non mi sono mai fermato. I primi momenti non sono stati facili, poi devi anche essere consapevole: ho vissuto 46 anni meravigliosi, ora cerco di viverne altri 46 in modo diverso, ma sempre dentro la mia passione”.

Pernat ha poi commentato la partenza lampo dell’Aprilia in MotoGP: “Mi aspettavo un’Aprilia competitiva, sì. E anche un Bezzecchi in crescita, soprattutto mentalmente. Ma tre vittorie consecutive in tre circuiti così diversi no, non me lo aspettavo. Mi aspettavo che stesse lì a lottare con Ducati, non che vincesse così tanto e così subito. E che riuscisse a ridimensionare Ducati e Marquez”.

Marc Marquez non è ancora al top: “Non è al 100% proprio per via dell’infortunio subito a Mandalika. Poi la Ducati sembra aver fatto dei passi indietro. Forse è anche quello che succede a dare lo sviluppo della moto a un solo pilota? Non lo so. Me lo domando, ma c’è ancora tutta una stagione che è pronta a smentirci”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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