Fabio Di Giannantonio pronto a spingere al massimo a Misano

Articolo di Flavio Brambilla

Il romano si presenta al GP di San Marino e della Riviera di Rimini da quarto nella classifica generale con 208 punti.

Fabio Di Giannantonio arriva a Misano con l’intenzione di riscattare il difficile GP di Aragon e ritrovare le posizioni di vertice. Il pilota del Pertamina Enduro VR46 Racing Team potrà contare sul sostegno del pubblico di casa in uno degli appuntamenti più importanti della stagione per la formazione di Tavullia.

Il romano si presenta al GP di San Marino e della Riviera di Rimini da quarto nella classifica generale con 208 punti, a 48 lunghezze dalla vetta e a 24 dalla Top 3. Una posizione che rende particolarmente importante ottenere un risultato di peso nel fine settimana romagnolo.

Misano è inoltre un circuito sul quale Di Giannantonio ha già raccolto diverse soddisfazioni. In Moto3 ha conquistato due terzi posti consecutivi, nel 2017 e nel 2018, mentre nel 2019 ha chiuso secondo in Moto2, completando una serie di tre podi di fila. Lo scorso anno è arrivato anche il terzo posto nella Sprint della MotoGP.

A dare fiducia al numero 49 ci sono quindi i precedenti positivi e i dati raccolti nella passata stagione, ai quali si aggiungono le indicazioni ottenute nel complicato weekend di Aragon.

“Siamo molto carichi per Misano – le parole del centauro romano -! È la nostra gara di casa e bisogna spingere al massimo. Il pubblico di casa, la famiglia e gli amici danno sempre quella motivazione extra per fare ancora meglio. Noi arriviamo a Misano con dei buonissimi dati dallo scorso anno, dove siamo andati forte. Questo sicuramente facilita il lavoro, ma ci potranno essere utili anche le risposte che abbiamo avuto dal weekend di Aragon, che non è stato facile. Siamo pronti e non vediamo l’ora di correre davanti al nostro pubblico”.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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