“Mi ricorda Niki Lauda”: in Ferrari strizzano l’occhio a Kimi Antonelli

Articolo di Flavio Brambilla

"Naturalmente sarei stato più contento se il mondiale fosse stato conquistato da uno tra Leclerc e Hamilton" aggiunge Piero, il figlio del Drake.

Arriva un nuovissimo quanto pesante parallelo tra Antonelli e un campione del passato. A farlo, intervistato dal Quotidiano Nazionale, è Piero Ferrari. “A me Kimi fa venire in mente Niki, inteso come Lauda. E dal mio punto di vista si tratta di un complimento straordinario, ovviamente meritatissimo” sostiene convinto il figlio del Drake.

Che aggiunge… “Il paragone regge perché Kimi, come il primo Niki in Ferrari, ha palesato da subito una maturità persino sorprendente. Io non ricordo gravi errori dell’austriaco quando mio padre gli affidò la nostra macchina. Allo stesso modo, Antonelli ha saputo evitare gli sbagli figli della inesperienza”

“Magari non accadrà già domenica in Texas, ma mi pare francamente impossibile che Antonelli possa perdere il titolo. E aggiungo subito che per tutto quello che ci ha fatto vedere nell’arco della stagione la sua consacrazione è più forte di qualunque perplessità” prosegue l’imprenditore.

“Naturalmente sarei stato più contento se il mondiale fosse stato conquistato da uno tra Leclerc e Hamilton. Ma nel momento in cui questa prospettiva si rivela irrealizzabile, mi fa piacere che sia un figlio della nostra terra, la terra dei motori, a salire sul trono dell’automobilismo” ammette quindi Ferrari.

Niki Lauda ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia della Ferrari in Formula 1. Il pilota austriaco ha conquistato due titoli mondiali con la scuderia di Maranello, nel 1975 e nel 1977, diventando uno dei grandi protagonisti dell’epoca d’oro del Cavallino Rampante. Il bilancio della sua esperienza a Maranello parla di 15 vittorie in Gran Premio tra il 1974 e il 1977, un bottino che testimonia il ruolo fondamentale avuto da Lauda nella storia della scuderia italiana.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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