Kimi Antonelli respinto dalla Ferrari: Arrivabene spiega perché

Articolo di Martino Davidi

La famiglia del pilota bolognese nel 2018 contattò il Cavallino ma le porte di Maranello rimasero chiuse

L’ex team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene in una intervista al Quotidiano Nazionale ha raccontato di quando Andrea Kimi Antonelli fu respinto dalla scuderia di Maranello. Nel 2018 la famiglia del pilota bolognese, allora undicenne, contattò il Cavallino Rampante per un possibile ingaggio, ma non ebbe fortuna.

“Nel mio ultimo anno in Ferrari, nel 2018, Antonelli aveva 10-11 anni. In quel periodo la Ferrari non aveva ancora la struttura per occuparsi di ragazzini così giovani. Parlo non da team principal, ma in riferimento all’azienda. Poi le cose in Ferrari sono un pochino più complicate di altre squadre. Bisogna capire il contesto”.

“Anche oggi non sarebbe così semplice mettere sotto contratto un ragazzino di talento di 11 anni come è ad esempio il figlio di Kimi Raikkonen, Robin”, ha continuato Arrivabene. “Inoltre nel 2018 eravamo impegnati a portare Leclerc in macchina e anche lì fu dura, non tutti erano d’accordo, pensavano che fosse troppo giovane. In ogni caso, proprio perché ha 19 anni ed è fortissimo credo che avrà tutto il tempo per conquistare un Mondiale anche seduto sulla Ferrari”, ha chiosato l’ex dirigente della Rossa.

Nella stagione in corso, Antonelli ha già messo a segno cinque vittorie consecutive, l’ultima delle quali al Gran Premio di Monaco, dove ha realizzato addirittura il Grand Chelem: pole position, giro veloce e vittoria conducendo dall’inizio alla fine. Dopo sei gare, il suo vantaggio in classifica mondiale è impressionante: Lewis Hamilton accusa un ritardo di 66 punti, mentre George Russell ne paga 68.

Il successo di Antonelli ha generato un vero e proprio fenomeno mediatico e sociale. In Italia è esplosa la cosiddetta “Kimi-mania”: il numero dei suoi follower su Instagram è passato dai 4,5 milioni di gennaio agli attuali 6,9 milioni, rendendolo il pilota più seguito della sua generazione, con una quota di seguaci addirittura superiore a quella di campioni italiani del calibro di Gianluigi Donnarumma, Pecco Bagnaia e Jannik Sinner.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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