Kimi Antonelli in Ferrari un domani? Lui stesso apre la porta, ma fa una precisazione

Articolo di Marco Enzo Venturini

Autentico mattatore della prima parte del campionato 2026 al volante della Mercedes, Kimi Antonelli rompe gli indugi su un eventuale passaggio in Ferrari.

Andrea Kimi Antonelli si sta rivelando come l’autentico mattatore della stagione 2026 di Formula 1, grazie alle quattro vittorie consecutive che lo hanno reso leader solitario del campionato piloti anche a danno di George Russell, suo compagno di team in Mercedes e che a inizio stagione era considerato favorito d’obbligo al titolo dalla quasi totalità degli addetti ai lavori. Il fenomenale bolognese ha tra le altre cose il merito di aver fatto nuovamente assaporare ai fan italiani il sapore di un connazionale in lizza per il mondiale, come non succedeva dai tempi di Michele Alboreto nel 1985. Allora però il milanese pilotava la Ferrari, ipotesi al momento lontana dal futuro di Kimi. Ma non necessariamente per sempre.

Per quanto Antonelli sia una “creatura” della Mercedes e in particolare del team principal Toto Wolff che ha sempre creduto ciecamente in lui, Kimi non esclude che in futuro possa legare il suo nome a quello del Cavallino. “La Ferrari è un team immenso, che vanta un seguito incredibile e rappresenta un marchio che resterà per sempre nella storia. Quindi chi lo sa, mai dire mai”, si è lasciato scappare a margine della consegna del Trofeo Bandini a Brisighella.

Un suo eventuale passaggio in Ferrari, al momento solo futuribile, appare in ogni caso molto lontano nel tempo. “Sono molto contento alla Mercedes e punto a vincere tantissimo con questo team. Mi hanno dato una possibilità fin da quando ero un bambino, accompagnandomi in tutte le tappe della mia carriera da allora. Verso di loro mi sento in debito, voglio fare tutto il possibile per raccogliere il massimo con loro. Questo, innanzitutto, è il mio attuale dovere. Poi si vedrà”, ha precisato Antonelli.

Non tutti, peraltro, vedono di buon occhio un futuro di Antonelli in rosso. Lo storico inviato Rai per la Formula 1 Ezio Zermiani, intervistato dal ‘Corriere della Sera’, si è espresso in maniera netta: “Secondo me no, o almeno non glielo auguro. Era già nell’academy della Ferrari, sono loro che l’hanno mollato. La Ferrari non mi dà l’idea di avere un progetto eccezionale ma piuttosto mediocre, o comunque medio: penso a un pilota come Leclerc, a cavallo tra due generazioni, che ha buttato via sette anni di carriera. Le altre squadre sono abbastanza allineate, mentre la Mercedes è davanti a tutti. Per un giovane come Antonelli, essere lì è l’ideale”. Un punto di vista che trova riscontro anche nei numeri: con 131 punti in classifica e 43 lunghezze di vantaggio su Russell dopo il Gran Premio del Canada, il bolognese sembra aver trovato nella Mercedes l’habitat perfetto per esprimere tutto il suo potenziale.

Il dominio di Antonelli ha naturalmente attirato l’attenzione — e qualche avvertimento — da parte dei grandi protagonisti del passato. L’ex campione del mondo Jacques Villeneuve ha voluto mettere in guardia il giovane pilota dai rischi dell’euforia: “Deve mantenere la testa fredda, non iniziare a credere troppo al proprio hype. È una cosa molto pericolosa da fare. Quando pensi di essere intoccabile, è allora che accadono gli errori e i guai. C’è un ritiro, hai un incidente, e improvvisamente inizi a dubitare di te stesso”. Il canadese ha anche sottolineato come la stagione sia ancora lunga e imprevedibile: “Al momento è più veloce di George, lo sta dominando. Ma la stagione è sempre un ottovolante, ci sono periodi buoni e periodi meno buoni”.

Tutt’altro tono, invece, nelle parole di Olivier Panis, che proprio in questi giorni ha ricordato la sua storica vittoria nel GP di Monaco del 1996. Il francese non ha dubbi sulle qualità del giovane bolognese: “Può vincere il Mondiale? Difficile dire di no. Quello che ha realizzato ad oggi è incredibile. A 18 o 19 anni, è molto veloce, ha grande talento, in questo momento è il migliore. Io credo che possa diventare Campione del Mondo”. Parole che suonano come una benedizione in vista del Gran Premio di Monaco, prossima tappa del Mondiale e banco di prova tradizionalmente tra i più esigenti dell’intero calendario.

A fare eco all’entusiasmo di Panis ci aveva già pensato nei mesi scorsi il boss della Formula 1 Stefano Domenicali, che dopo la vittoria di Shanghai — prima affermazione stagionale di Antonelli — aveva commentato con trasporto: “Vedere un ragazzo così giovane vincere un Gran Premio è qualcosa di straordinario, fa bene non solo a lui ma a tutto il nostro sport. Avrà un bel po’ di pressione ora, ma dovrà abituarsi”. Una pressione che Kimi sembra stia gestendo con una maturità sorprendente per la sua età, alimentando ulteriormente i sogni iridati di un’Italia che non vedeva un proprio pilota così in alto in classifica da quarant’anni.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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