In un 2026 già contraddistinto da screzi con il compagno Albon e Charles Leclerc, con cui divise il box Ferrari, Carlos Sainz si ripete in patria.
Per Carlos Sainz il 2026 continua a confermarsi un campionato all’insegna di polemiche, controversie e scaramucce, nonostante una Williams non all’altezza dei risultati raccolti nel 2025. Il pilota madrileno negli ultimi mesi ha avuto modo di discutere con il suo ex compagno di squadra ai tempi della Ferrari, Charles Leclerc, con l’attuale compagno Alex Albon e – ultimo in ordine di tempo – il connazionale Fernando Alonso. I due, in particolare, si sono scambiati scortesie in pista e fuori proprio nell’appuntamento iridato “di casa”, il Gran Premio di Spagna corso sull’inedito e contestatissimo Madring.
I due piloti iberici sono rimasti nelle retrovie per l’intero corso della gara, senza che ciò impedisse a entrambi di battagliare e ostacolarsi a vicenda con le buone e le cattive maniere. I rispettivi caratteri tutt’altro che concilianti sono poi emersi a fine gara, con uno scambio di dichiarazioni al vetriolo. “Mi ha spinto contro il muro, in partenza si è buttato addosso a due macchine e ora ha mandato me a muro in frenata”, si è lamentato il veterano dell’Aston Martin a caldo via radio. A fine gara, il rilancio: “Non mi piacerebbe fare incidenti a 340 km/h, preferisco sopravvivere”. Pronta la risposta del collega della Williams: “La natura della curva è quella. Non ci sarebbe nulla da dire, ma lui si è lamentato in radio e come sempre è riuscito a farmi sanzionare”.
Sainz aveva fatto parlare di sé, come detto, a Silverstone. Sulla pista inglese, teatro di quello stesso Gran Premio di Gran Bretagna che vinse nel 2022 sfruttando una strategia che danneggiò Leclerc scatenando la rabbia di buona parte dei tifosi Ferrari, nel 2026 lo spagnolo si è fatto notare per un doppiaggio molto difficoltoso proprio da parte del pilota monegasco. “Con lui discutevo due o tre volte all’anno, ma poi ci sentivamo per telefono e chiarivamo”, ha dichiarato l’attuale pilota Williams su quegli anni nel giovedì di Madrid. Da sottolineare che anche con il nuovo compagno Albon non sono mancati i problemi: basti ricordare il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort, in cui l’anglo-thailandese è stato costretto al ritiro proprio dopo un contatto con l’altra monoposto di Grove.
La situazione della Williams nel 2026 rappresenta un netto passo indietro rispetto alla stagione precedente, quando Sainz e Albon avevano contribuito a quella che era stata la miglior annata della scuderia dal 2016. Lo spagnolo si era messo particolarmente in evidenza conquistando il primo podio con la Williams a Baku, aggiungendo poi un altro podio nella Sprint di Austin e una terza presenza sul podio in Qatar. Un rendimento che aveva convinto il team a puntare ancora su di lui: ad agosto era arrivata la firma su un nuovo contratto pluriennale, con Sainz che aveva dichiarato di credere “davvero nelle persone che compongono questa squadra” e di essere “determinato come lo ero il primo giorno ad aiutare la Williams a tornare dove merita”.
Non meno travagliata la parabola di Alonso nel 2026. L’Aston Martin, che si presentava ai nastri di partenza della stagione con ambizioni ben più elevate grazie all’apporto tecnico di Adrian Newey, ha deluso le aspettative, lasciando l’asturiano a lungo nelle retrovie. Con il contratto in scadenza a fine anno, il due volte campione del mondo ha ammesso pubblicamente di non aver ancora deciso se proseguire la propria avventura in Formula 1 anche nel 2027, puntando il dito contro i nuovi regolamenti: “Questa non è la Formula 1 con cui siamo cresciuti”, aveva dichiarato a Monza. Parole che, alla luce degli scontri in pista con Sainz a Madrid, suonano quasi come un testamento polemico di un campione che non ha mai rinunciato a dire la propria, dentro e fuori dall’abitacolo.