Dall'Igna: "Per difenderci svelati i nostri segreti"

Si rammarica il capo di Ducati Corse in vista del verdetto.

Tra poche ore arriverà il verdetto dalla Corte d'Appello della Fim, riunita a Ginevra, sul caso Ducati: la casa di Borgo Panigale sosterrà con forza la regolarità tecnica dell’elemento attaccato sotto il forcellone della Desmosedici GP19, contestato da Aprilia, Honda, Ktm e Suzuki.

Il capo di Ducati Corse Luigi Dall'Igna, si è espresso alla Gazzetta dello Sport così a poche ore dal giudizio che mette a rischio anche la vittoria di Andrea Dovizioso in Qatar: "Fosse stato per me, non avrei mai detto a cosa serviva quell’elemento, mi sono anche arrabbiato con Petrucci che nei test aveva parlato di raffreddare la gomma. Invece, nel presentare la difesa abbiamo già dovuto svelare parte dei nostri segreti in un’area che i nostri rivali avevano trascurato".

La Ducati sostiene con forza come quella soluzione abbia lo scopo di raffreddare appunto il pneumatico posteriore e che l’effetto aerodinamico, contestato invece dagli avversari, sia assolutamente irrisorio.

Dall'Igna

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