Il City domina a Kiev. Atletico bloccato

24 Febbraio 2016

Si è completato il quadro degli ottavi di andata di Champions League. In campo Manchester City e Atletico Madrid sugli insidiosi campi di Dynamo Kiev e Psv Eindhoven. Gli inglesi sorridono, Simeone trema.
 
DYNAMO KIEV-MANCHESTER CITY 1-3
All’Olimpiyskiy la squadra di Rebrov paga caro il lungo letargo invernale. Gli ucraini non giocavano una gara ufficiale da dicembre, ma nel complesso fanno una buona figura contro lo squadrone di Pellegrini, in crisi in campionato e pieno di assenti. La Dynamo va sotto di due reti già dopo 35’, con Aguero sugli scudi: il Kun insacca al 15’ sugli sviluppi di un angolo battuto da Silva e prolungato da Yaya Tourè e poi avvia di tacco l’azione del raddoppio di Silva, servito da Sterling. Sembra tutto fatto, ma nella ripresa esce l’orgoglio dei padroni di casa, che accorciano al 9’ con Buyalskiy, autore di una conclusione da fuori area deviata da Otamendi. L’ultima mezz’ora è vibrante, con la Dynamo che si getta generosamente in attacco, sfiorando anche il pareggio con lo stesso Buyalskiy, ma Hart si salva. Il City soffre, anche per il freddo pungente, e si divora il tris di testa con Tourè, che però chiude i conti al 90’ con un gran sinistro a giro dalla distanza.
 
PSV EINDHOVEN-ATLETICO MADRID 0-0
Tutta da guadagnare invece la qualificazione per la squadra di Simeone, che al Philips Stadion non va oltre un pericoloso pari senza gol. I colchoneros trovano un avversario che ricalca le proprie caratteristiche. Gran pressing e verticalizzazioni sono il pane di Cocu e Simeone, e il risultato è una partita frenetica, non priva di occasioni, ma certo non ordinata. L’Atletico, condizionato dalla cronica sterilità offensiva che ne caratterizza la stagione, si deve accontentare del predominio territoriale, ma nel primo tempo sbatte contro il muro Zoet, decisivo su Koke e su Griezmann, entrambi lanciati in profondità dai centrocampisti ed entrambi stregati dai riflessi del portiere olandese. Il Psv non riesce a rendersi pericoloso, ma regge meglio nella ripresa, anche dopo l’espulsione per doppia ammonizione di Pereiro. Non basta a Simeone il forcing finale, il neo entrato Torres sbaglia un paio di occasioni e adesso al Calderon bisognerà vincere per evitare una clamorosa eliminazione.
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