Milan, Rafael Leão ai saluti: due le possibili destinazioni

Articolo di Aldo Seghedoni

Il calciatore portoghese sembra essere giunto ai titoli di coda della sua esperienza in Italia.

L’esperienza di Rafael Leão al Milan sembra ormai essere giunta ai titoli di coda: il calciatore non rientra nei piani futuri della società rossonera e il rapporto con la tifoseria del Diavolo è ai minimi storici.

Gerry Cardinale pare abbia deciso di confermare la fiducia a Massimiliano Allegri e nel 3-5-2 del tecnico livornese non c’è spazio per Leão come si è già visto in questa stagione. Sono due le possibili destinazione dell’asso portoghese: Manchester United e Fenerbahce.

I Red Devils in estate faranno l’ennesima rivoluzione degli ultimi anni: la dirigenza è decisa a rifondare profondamente la squadra per consegnare a Michael Carrick una rosa in grado di competere ai massimi livelli su tutti i fronti. Rafael Leão è un pallino di Sir Jim Ratcliffe da diverso tempo e nella prossima sessione di calciomercato potrebbe esserci l’affondo decisivo.

Uno dei candidati alla presidenza del Fenerbahce, Hakan Safi, ha già chiesto ad alcuni collaboratori di monitorare il portoghese per capire le reali possibilità di trasferimento. Al momento la percentuale non è altissima ma la situazione potrebbe cambiare molto: il club turco negli ultimi anni è cresciuto molto e oggi vanta in rosa campioni del calibro di Marco Asensio, Mattéo Guendouzi, Ederson e molti altri.

Il Milan è intenzionato a cedere Leão e il suo addio dovrebbe finanziare l’acquisto di un centravanti puro di primissimo livello. Il calciatore portoghese ha una clausola rescissoria da 175 milioni di euro che sicuramente non verrà esercitata: chi vorrà acquistarlo dovrà contrattare direttamente con il Diavolo.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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