Mercato Torino, Gennaro Gattuso prende quota: a crederci non è solo Urbano Cairo

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il patron del Torino avrebbe addirittura già definito la durata del contratto di Gennaro Gattuso: ma oltre a Cairo, anche alcuni simboli granata approvano.

Calciomercato Torino: Gennaro Gattuso come nuovo allenatore granata, al posto di Roberto D’Aversa che sembra destinato a non andare oltre il ruolo di traghettatore che lo vede sotto contratto solo fino al termine della stagione, sembra molto più che una mera suggestione. Il nome dell’ormai ex commissario tecnico della Nazionale, scottato dalla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026, sta prendendo sempre più piede come una concreta ipotesi per l’estate. E a sponsorizzarla, oltre al patron Urbano Cairo, ci sono diversi nomi storici della squadra.

Quella che sembrava una voce di fantamercato ha trovato conferme nella giornata di giovedì da parte di una fonte molto vicina al Torino: ‘Tuttosport’. Il quotidiano piemontese ha parlato di un debole in piena regola di Cairo per Gattuso, con tanto di ipotesi di contratto triennale da proporre al tecnico calabrese. Tra l’altro anche il direttore sportivo Gianluca Petrachi avallerebbe l’operazione, preferita negli alti ranghi del club granata a un improbabile ritorno di Ivan Juric.

La soluzione Gattuso, tuttavia, sembra al momento non aver affatto scaldato i cuori dei tifosi granata: anzi. Di opinione opposta sono però Diego Fuser, cresciuto nel Torino e simbolo della squadra tra il 1986 e il 1989, e Silvano Benedetti che vestì la stessa maglia tra il 1987 e il 1992. L’ex ala di Venaria Reale ha elogiato “Ringhio” per il suo carisma e il temperamento che lo rendono “da Torino”, mentre l’ex difensore toscano ha sottolineato come “incarni il carattere da Toro”. Il famoso “tremendismo granata”, che i due volti noti del Comunale negli anni ’80 hanno evocato ai microfoni di ‘TMW Radio’. Peccato che la piazza, al momento, sembri tutt’altro che d’accordo.

Sul fronte social, infatti, la spaccatura tra i tifosi sul nome di Gattuso si è fatta piuttosto netta. Se la maggioranza si è espressa in modo critico — con commenti del tipo “Gattuso sarà anche simpatico… ma non è capace!” o “Allenatore più esonerato del gioco del calcio” — una minoranza ne ha difeso le qualità umane e caratteriali: “Gattuso con la sua tigna e grinta non lo vedrei male sulla panchina”, ha scritto qualcuno, mentre altri hanno sottolineato come “abbia il carattere giusto” per una piazza esigente come quella granata. Un dibattito che rispecchia fedelmente le divisioni emerse anche tra gli ex giocatori, e che difficilmente si placherà fino a quando Cairo non scioglierà definitivamente le riserve sul futuro tecnico del Toro.

A dare ulteriore carburante al dibattito ci ha pensato il campo. Nell’ultima uscita stagionale disputata, il Torino è caduto per 2-0 al Bluenergy Stadium contro l’Udinese, in una prestazione opaca che ha confermato le difficoltà di un gruppo privato di elementi chiave come Zapata, Adams e Ismajli. A decidere la sfida valida per la 35esima giornata di Serie A sono stati Ehizibue, a segno allo scadere del primo tempo su errore di Obrador, e Kristensen, che ad inizio ripresa ha sfruttato un corner per raddoppiare di testa. Con questo risultato i granata restano tredicesimi a 41 punti, senza più nulla da chiedere al campionato.

Una sconfitta che ha reso ancora più tesa l’atmosfera attorno alla società, con Cairo presente sugli spalti del Bluenergy Stadium e bersaglio dei cori di contestazione del settore ospiti. I tifosi granata, prima, durante e dopo la partita, gli hanno chiesto a gran voce di cedere il club: una pressione che si aggiunge al dibattito sulla panchina e che fotografa un clima di profonda insofferenza nella piazza torinese.

Va ricordato, per completare il quadro, che Gattuso ha lasciato la panchina della Nazionale italiana dopo la drammatica eliminazione playoff contro la Bosnia a Zenica, che ha escluso gli Azzurri dai Mondiali 2026 per la terza volta consecutiva. Una debacle che ha segnato profondamente l’ambiente azzurro e che ha spinto il tecnico calabrese alle dimissioni, lasciandolo di fatto libero da qualsiasi impegno e disponibile per una nuova avventura in panchina già a partire dalla prossima estate.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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